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Travaglio guarda il suo duetto con Battiato e si commuove | VIDEO

Ieri a Otto e Mezzo Marco Travaglio visibilmente commosso riguardando le immagini del suo duetto con Franco Battiato. E oggi sul Fatto Quotidiano lo ricorda, raccontando anche la sua malattia

Ieri a Otto e Mezzo Marco Travaglio visibilmente commosso riguardando le immagini del suo duetto con Franco Battiato. E oggi sul Fatto Quotidiano lo ricorda, raccontando anche la sua malattia.

Travaglio guarda il suo duetto con Battiato e si commuove | VIDEO

Dopo aver trattenuto a stento le lacrime Travaglio ha spiegato: “Sono un po’ scosso devo dirti la verità. Lui era un’anima talmente delicata, quindi io ho pudore o paura di dire delle cose su di lui così a cald. Forse il modo migliore per ricordarlo è quello di leggere qualche brano del suo testament,o che è una canzone intitolata “Testamento” e dice così: “Lascio agli eredi l’ imparzialità la volontà di crescere, capire uno sguardo feroce, indulgente. Per non offendere inutilmente lascio i miei esercizi sulla respirazione. Cristo nei Vangeli parla di reincarnazione. Lascio agli amici gli anni felici delle più audaci riflessioni, la libertà reciproca di non avere legami. E mi piaceva tutto della mia vita mortale, anche l’odore che davano gli asparagi all’urina”

travaglio battiato video

Oggi Travaglio ha dedicato il suo editoriale sul Fatto, intitolato “Un essere speciale”, proprio all’amico Battiato. Il direttore inizia il suo ricordo con un eloquente “Non so proprio da dove cominciare”. Ma poi inizia, ricordando la canzone scritta su Berlusconi, le polemiche per quella sua frase giudicata sessista, e poi le sue peculiarità, a partire dai “pensieri di mistici” da pubblicare nel suo blog sul Fatto al rifiuto di cantare in concerto “Un sentimento nuevo”. Travaglio poi ricorda con affetto la malattia e la fine del Maestro:

Da qualche anno, dopo la caduta al Petruzzelli di Bari causata dalla stretta di mano troppo prolungata di un fan sotto il palco, la frattura del femore e l’operazione in anestesia totale, era andato via via svanendo. Il destino l’ave va colpito proprio alla testa. Malattia mai diagnosticata, perché non voleva medici fra i piedi. Nei concerti aveva iniziato a scordarsi i testi e a sbagliare gli attacchi. Un po’ ne rideva e un po’ ne soffriva. Nel 2015 eravamo insieme a Otto e mezzo: rispondeva a Lilli Gruber a monosillabi, beffardo e tranchant nella sua strepitosa essenzialità. “Berlusconi? Non è il mio tipo”, “Salvini? Cambio canale”. L’ultima volta che salì su un palco era quello di Renato Zero, ad Acireale, nel 2017: attaccò La cura in ritardo e ne uscì una versione rara tutta speciale, una specie di Gronchi rosa in musica. Due anni fa, per il suo 74° compleanno, il fratello Michele e l’agente Franz Cattini riunirono parenti e amici nella sua casa di Milo, alle pendici dell’Etna. Carlo Guaitoli si mise al piano e cantammo un po’di repertorio. Lui ci guardava felice. E ogni tanto usciva con una battuta, l’aria del bambino che ha fatto una marachella. Ma il suo spirito se n’era già andato da qualche altra parte, nomade in cerca degli angoli della tranquillità. L’altra notte li ha trovati tutti. Ora è finalmente libero