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“I negazionisti seguono le ambulanze fino a casa dei pazienti per insultarci”

Rita Rossi è la direttrice del 118 di Torino: racconta che oltre le difficoltà dovute all’emergenza ci si mettono anche i negazionisti, che stalkerano gli operatori sanitari

Procida negazionista calci ambulanza milano

Rita Rossi è la direttrice del 118 di Torino. Oggi a Repubblica racconta qual è attualmente la situazione nella città: le tante chiamate che ricevono, spiega, “rischia di mandare in affanno la centrale nonostante abbiamo raddoppiato il numero di medici”. E oltre le difficoltà dovute all’emergenza ci si mettono anche i negazionisti, che stalkerano gli operatori sanitari

Lei dice i dati sono lampanti ma questa seconda ondata, più della prima deve fare i conti con i negazionisti.
«E’ vero, ce ne siamo resi conto. Ci sono stati degli episodi anche a Torino che ho subito segnalato al nostro ufficio legale. E’ successo quattro o cinque giorni dopo la manifestazione di piazza del 26 ottobre. Una nostra ambulanza stava andando a prelevare un paziente durante la notte e gli infermieri di turno si sono accorti di essere seguiti da un’auto di grossa cilindrata che li ha tallonati fin sotto casa. Hanno chiamato la centrale che a sua volta ha avvertito la polizia. Sotto casa del paziente l’auto si è fermata dietro all’ambulanza ed è sceso un uomo che ha iniziato a insultarli mentre una seconda persona rimasta in macchina ha filmato tutta la scena. Poi è arrivata la polizia che ha identificato i due. Alla postale abbiamo, invece, segnalato un video girato da una donna che sostiene che noi giriamo con i mezzi vuoti».

C’è da dire che i negazionisti non mancano nemmeno tra le fila dei soccorritori, penso all’infermiere del 118 che era in piazza questa domenica.
«Devo dire che quella storia ci ha messo in imbarazzo perché noi andiamo a casa delle persone ed è lecito che loro si chiedano a chi aprono la porta. Io ho segnalato la cosa alla direzione infermieristica. Sono dell’idea che ognuno sia libero di pensare quel che vuole fino a quando non fa del male agli altri, servono però considerazioni basate sui numeri e su quello che si vede tutti i giorni, basta entrare in un pronto soccorso».

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