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Il sindaco di Bergamo querela Tommaso Montesano (e lui dice di esser stato frainteso)

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Tommaso Montesano

Abbiamo tutti frainteso le nobili intenzioni di Tommaso Montesano. Il giornalista di Libero, figlio del noto attore romano, parla della polemica che lo ha investito per quell’assurdo tweet in cui paragona le immagini dei camion militari piene di bare a Bergamo – durante la prima ondata Covid – al depistaggio durante le ricerche di Aldo Moro nel 1978. Il cronista sostiene che le interpretazioni fatte da molti (praticamente tutti) siano andate ben al di là delle sue intenzioni. Sta di fatto che, dopo aver cancellato quel post social, ora anche il suo profilo Twitter è stato rimosso. E il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, annuncia di volerlo querelare.

Tommaso Montesano dice che il suo tweet sulle bare di Bergamo è stato frainteso

E poche ore dopo il comunicato del comitato di redazione di Libero, con i giornalisti “colleghi” di Montesano che si erano fortemente dissociati da quanto scritto dal cronista, e l’annuncio del condirettore della testata, Alessandro Sallusti, di una sospensione e di una richiesta di licenziamento avanzata ai vertici del quotidiano, ecco che inizia l’arrampicata sugli specchi attraverso un ancor più controverso post su Facebook:

“Si è trattato di un parallelismo – espresso in modo icastico ma evidentemente infelice – tra la forza simbolica dei camion militari di Bergamo, che hanno avuto il merito di far aprire gli occhi anche ai più scettici che negavano la gravità della pandemia, e le immagini della ricerca del corpo dell’onorevole Moro nel lago della Duchessa che, secondo le ricostruzioni storiche, convinsero l’opinione pubblica ad accettare l’ineluttabilità del destino di Moro […] Volevo, in sostanza, sottolineare la forza evocativa di due immagini simbolo che hanno segnato in modo indelebile la storia, anche recentemente, del nostro Paese. Non ho mai inteso offendere il ricordo delle vittime né i parenti che ancora oggi ne piangono la scomparsa. Né, tantomeno, contestare l’attendibilità dell’evento che ha colpito l’intera Comunità e la Nazione. Se ciò è avvenuto, me ne scuso e a loro esprimo la mia più sincera vicinanza, oltre all’augurio di trovare al più presto conforto e giustizia. Così come mi scuso con i miei colleghi, con il direttore e con l’Azienda. Chiedo che il tweet – peraltro rimosso – non sia ulteriormente strumentalizzato per fini estranei a quello che era il mio pensiero”.

Tommaso Montesano, però, non fa alcun riferimento a quel tweet – con gli stessi toni e sullo stesso tema, pubblicato il 28 luglio del 2020. Un post social in cui diceva che la “parata” dei camion di Bergamo lo insospettiva. Frainteso anche in quella occasione?