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“Ti ammazzo, storpia”, l’incubo in una RSA di Manfredonia: un operatore accusato anche di violenza sessuale | VIDEO

Le indagini all’interno della struttura erano iniziate nel mese di giugno, dopo una segnalazione anonima. E le telecamere di video-sorveglianza hanno confermato tutto

Rsa Manfredonia

Insulti, calci, schiaffi e minacce. E c’è spazio anche per l’accusa – nei confronti di un solo operatore socio-sanitario che lavorava nella struttura pugliese – di violenza sessuale. Un vero e proprio incubo ripreso dalle telecamere di video-sorveglianza installate all’interno di una RSA di Manfredonia (in provincia di Foggia) dalla Polizia. Le forze dell’ordine, infatti, avevano ricevuto una segnalazione anonima e e avevano avviato le loro indagini nel mese di giugno. Quanto raccontato in quella lettera si è rivelato tristemente vero e questa mattina sono stati arrestati (ai domiciliari) quattro Oss che lavoravano in quella Residenza Sanitaria Assistenziale.

RSA Manfredonia, quattro denunciati per violenze sugli anziani

Sono 14 le vittime accertati di questi maltrattamenti nella RSA Manfredonia. Violenze immortalate dalle cimici e da quelle telecamere nascoste piazzate nelle varie stanze della struttura pugliese dalla Polizia. E sue due anziane ospiti della Residenza Sanitaria Assistenziale sono stati rilevati anche degli abusi sessuali che sarebbero stati commessi da uno degli operatori socio-sanitari finiti ai domiciliari.

L’indagine, come detto, è partita da una lettera anonima inviata alle forze dell’ordine a fine maggio. Oltre alla descrizione di quanto stava accadendo nelle stanze della struttura, chi ha segnalato alla Polizia il tutto ha inviato anche una chiavetta USB contenente un video e un audio con le grida di una donna mentre veniva maltrattata da uno (o più) operatore socio-sanitarie. E oltre agli insulti – come “ti ammazzo bufalo, ti butto giù storpia” – le immagini mostravano gli strattoni, i pugni e gli schiaffi che i quattro arrestati davano alle anziane vittime.

I quattro finiti ai domiciliari vanno dai 25 ai 42 anni. Il più grande tra loro è l’unico che, al momento, dovrà rispondere anche dell’accusa di violenza sessuale ai danni di almeno due anziane ospiti di quella struttura. Il legale della RSA pugliese ha immediatamente sottolineato come l’azienda che rappresenta non abbia alcuna responsabilità per quanto accaduto. Anzi, ha sottolineato come il comportamento dei quattro dipendenti abbia leso l’immagine della struttura stessa.