Cultura e scienze

Test di medicina, i giudici ammettono gli esclusi

test d'ingresso a Medicina, Veterinaria ed Architettura 1

Il Consiglio di Stato ha accolto i ricorsi di coloro che non trovarono posto due anni fa a medicina dopo essere stati esclusi dai test, come già era avvenuto (con una precedente sentenza) ad altri 250 candidati rimasti fuori con il test dello scorso anno. La motivazione, spiega oggi Il Messaggero, sta nel fatto che, per l’anno accademico 2019-2020, il ministero dell’Istruzione e il ministero della Salute hanno aumentato la disponibilità di posti: 1600 in più. Secondo i giudici, vuol dire che gli atenei avevano la possibilità di accoglierli anche un anno fa. O due anni fa.

Non solo: i giudici nel decidere di accogliere i ricorrenti fanno esplicito riferimento al fabbisogno di medici nelle strutture sanitarie italiane. In sostanza: se mancano i medici in corsia o nei pronto soccorsi, tanto da pensare di doverli reperire senza specializzazione o in età da pensione, perché escludere gli aspiranti camici bianchi dalle facoltà di Medicina? «Vi è notizia – scrivono i giudici nell’ordinanza – dell’aumento di circa 1.600 posti complessivi: tale aumento, sia pur disposto per l’anno accademico 2019/2020, non solo è indice del sottodimensionamento dei posti fin qui disponibili nell’offerta formativa, ma sembra anche essere più aderente ai prevedibili bisogni sanitari futuri».

test di medicina
Test di medicina, i numeri (Il Messaggero, 20 novembre 2019)

Dunque, secondo il principio indicato dal Consiglio di Stato, ci potrebbero essere in tutto 1600 in posti disponibili in più per i candidati del 2018, e altrettanti per il 2017. L’8 ottobre il Consiglio di Stato ha dato ragione a 250 studenti esclusi dalla facoltà di Medicina nel 2018. Per i giudici la selezione era immotivata: in Italia c’è bisogno di più medici. Il 18 novembre con un nuovo decreto il Consiglio di Stato ammette altri 37 studenti esclusi dai test dell’anno 2017. I giudici sottolineano «il sottodimensionamento dei posti».

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