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La storia della foto di Tawy che porta il padre disabile in spalla per farlo vaccinare

Un giovane indigeno di nome Tawy ha attraversato a piedi la foresta Amazzonica per quasi sei ore portando in spalla suo padre Wahu, disabile, per consentirgli di vaccinarsi

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Ha camminato per quasi sei ore, con suo padre disabile sulle spalle, attraverso la foresta pluviale Amazzonica, per portare l’uomo – disabile – al più vicino centro vaccinale e farlo immunizzare contro il Covid. La storia di Tawy, 24enne indigeno del Nord del Brasile, è diventata virale grazie allo scatto del medico Erik Jennings Simões: suo padre Wahu, 67 anni, è diventato quasi del tutto cieco e non riesce più a camminare a causa di problemi cronici alle vie urinarie. La loro storia è diventata simbolo delle difficoltà logistiche legate alla pandemia in una delle aree più remote del mondo. Padre e figlio appartengono alla comunità indigena Zo’e, che conta circa 325 membri. Vivono in relativo isolamento in dozzine di villaggi in un’area equivalente a 1,2 milioni di campi da calcio nello stato settentrionale del Pará. I dati del governo brasiliano riportano che 835 indigeni sono morti di Covid fino ad ora nel Paese, ma secondo i gruppi per i diritti dei nativi il numero sarebbe molto più alto: un’indagine di Apib, una ONG brasiliana, ha affermato che mille indigeni sono morti solo tra marzo 2020 e marzo 2021.

 

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La storia di Tawy che porta il padre in spalla per farlo vaccinare

La foto di Tawy e Wahu è stata scattata a gennaio 2021, all’inizio della campagna vaccinale, ma è stata condivisa su Instagram dal dottor Simões soltanto il primo gennaio del 2022, “per inviare un messaggio positivo all’inizio del nuovo anno”. “È una bellissima dimostrazione dello straordinario rapporto che hanno tra loro”, ha aggiunto. Quando è iniziata la vaccinazione in Brasile, gli indigeni erano considerati un gruppo prioritario. Per l’équipe sanitaria che doveva occuparsi degli Zo’e la situazione era più complicata: non sarebbe stato fattibile per gli operatori recarsi in ogni villaggio, poiché ci sarebbero volute settimane per vaccinare tutti, a causa della loro diffusione sparsa. Così sono state allestite alcune capanne nella foresta e si è cercato di comunicare con le varie comunità attraverso una radio. Lo scorso settembre Wahu è morto per ragioni tutt’ora ignote. Tawy è rimasto con il resto della sua famiglia e ha recentemente fatto la terza dose di vaccino.

 

(foto da: profilo Instagram Erik Jennings Simões)