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Il talento di Mr. Spadafora

vincenzo spadafora

Mastella, Pecoraro Scanio, Rutelli, Balducci, Di Maio, Raggi. Quale filo conduttore lega tutti questi nomi? Lui, Vincenzo Spadafora da Afragola ma residente a Cardito, non laureato, eppure catapultato ai vertici della vita politica italiana a livello locale e nazionale, nonché dell’Unicef e dell’Autorità Garante dell’infanzia, carica cucitagli addosso nel 2011 grazie agli auspici di Gianfranco Fini e Renato Schifani, all’epoca presidenti della Camera e del Senato.

Il talento di Mr. Spadafora

Un’ascesa folgorante quella di Spadafora, “volenteroso ragazzetto campano” come lo definisce Dagospia, che inizia come volontario dell’Unicef per poi diventarne qualche anno dopo addirittura Presidente. La sua carriera politica inizia a Cardito, un comune a nord di Napoli. Segretario particolare del mastelliano Andrea Losco ex sindaco DC di Cardito poi presidente della regione Campania, approda nell’area di Sinistra grazie al ribaltone che porta Losco nella Margherita e poi nel PD. Dopo uno sventurato tentativo di capeggiare una lista civica cui non aderisce anima viva, Spadafora viene notato da Alfonso Pecoraro Scanio, di cui diventa segretario particolare, e quindi da Francesco Rutelli, che lo nomina Capo di Gabinetto al Ministero dei Beni Culturali. Dall’area di Sinistra veleggia leggiadro verso Forza Italia, e – come ricorda Franco Bechis su “Libero” – tramite Mara Carfagna si lega al partito tanto da ottenere, grazie a Fini e Schifani, la poltrona di Garante per l’infanzia, che gli frutta – secondo Dagospia – circa 200mila euro l’anno.
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Spadafora finisce anche coinvolto nelle intercettazioni di Angelo Balducci, della famigerata “cricca” degli appalti, che porta all’arresto di Diego Anemone e Angelo Balducci, il cui figlio Spadafora fa assumere all’Unicef. Spadafora, scrive Bechis su Libero, “era più volte al telefono con Balducci, e gli inquirenti annotarono «numerose conversazioni, sintomatiche di un loro rapporto di amicizia»”.

Il passato e il presente

La presenza nei brogliacci delle intercettazioni di Balducci, gentiluomo del Papa e sposato con prole finito parallelamente in uno scandalo di prostituzione di seminaristi in Vaticano, tuttavia, non scalfisce né la reputazione né la carriera di Vincenzo Spadafora, ma la sua dichiarazione a favore delle adozioni gay, quale Garante per l’infanzia, scatena una bagarre nella Destra italiana che ne chiede la testa. Personaggio di prestigio negli eventi mondani che contano, ritratto a fianco di star e celebrità, ultimamente, si è insediato alla corte di Luigi Di Maio, virgulto pentastellato e aspirante premier, diventandone il responsabile per le relazioni istituzionali. Spadafora è onnipresente accanto a Di Maio, che – dicono i bene informati – non fa un passo senza di lui. Ma la longa manus dell’ex Presidente dell’Unicef sul m5s non si esaurisce con il vicepresidente della Camera. È di pochi giorni fa, infatti, la nomina di Trianda Loukarelis, giovane italo-greco ex collaboratore di Spadafora, a responsabile delle relazioni esterne della Sindaca Raggi.
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Ma qual è il segreto di Vincenzo Spadafora? Cos’è che gli ha permesso di bruciare le tappe di una carriera politica così folgorante? Sicuramente, qualcosa d’irresistibile, per aver conquistato i duri e puri pentastellati al punto da convincerli a reclutarlo come uomo di fiducia della promessa Di Maio, malgrado i trascorsi con tutta la vecchia politica italiana e la “piccola disavventura superata agevolmente” nel caso Balducci, come la definisce Franco Bechis. E siamo sicuri che il “talento di mister Spadafora” ci riserverà moltissime sorprese nella galassia pentastellata. Forse una candidatura, o – chissà – un importantissimo incarico in un possibile governo a guida Di Maio.