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Syed Farook e Tashfeen Malik: i killer della sparatoria all'Inland Regional Center di San Bernardino

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Sono stati uccisi due delle tre persone che hanno aperto il fuoco all‘Inland Regional Center di San Bernardino in California in una sala conferenze uccidendo 14 persone e ferendone altre 20.  Gli autori della strage dopo essersi dati alla fuga su un Suv nero hanno lanciato diverse “pipe bombs” (ordigni improvvisati formati da un semplice tubo di metallo imbottito di esplosivo) contro la polizia quando si sono trovati circondati dagli agenti, che hanno crivellato di colpi il veicolo.  I killer autori della strage di San Bernardino uccisi dalla polizia in uno scontro a fuoco sono due un uomini ed una donna. C’è un terzo sospetto che è stato arrestato ma la polizia non è sicura al 100% che sia effettivamente coinvolto.

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Syeed Rizwan Farook: uno dei due killer della strage di San Bernardino in California

I killer della sparatoria a San Bernardino in California

I due killer autori della strage di San Bernardino uccisi dalla polizia in uno scontro a fuoco, un uomo ed una donna, non erano conosciuti né dalla polizia né dall’Fbi che non sono ancora in grado di ipotizzare le ragioni del massacro. “I due killer indossavano tenute d’assalto, erano armati di fucili e pistola” e probabilmente anche di esplosivo, ha detto in conferenza stampa il capo della polizia di San Bernardino, lo sceriffo Jarrod Burguan. Nella sparatoria sono morte almeno 14 persone, mentre altre 17 sono rimaste ferite. Uno dei due killer si chiama Syed Rizwan Farook, cittadino americano. Lo riferisce la Nbc che cita diverse fonti della polizia.Il fratello si chiama Syed Raheel Farook. È stata identificata anche la donna. Si chiama, ha detto, Tashfeen Malik e non è ancora stato possibile chiarirne l’origine. I due erano comunque sposati e avevano una figlia di sei mesi. Secondo quanto riporta il Los Angeles Times i due erano sposati da due anni. Anche due colleghi di lavoro, sopravvissuti alla strage perché si trovavano in bagno nel momento in cui sono iniziati gli spari, si sono mostrati shoccati descrivendo Farook come una persona riservata ed educata, che non sembrava nutrire risentimenti. Farook era un musulmano osservante, ma raramente aveva parlato della sua religione al lavoro, hanno detto ancora Christian Nwadike e Patrick Baccari, un altro ispettore sanitario che divideva l’ufficio con Farook. L’uomo recentemente era andato in Arabia Saudita ed era tornato con una donna che aveva conosciuto on line. Si erano poi sposasti ed avevano una bambina, sembravano “vivere il sogno americano” hanno concluso i colleghi.  Le immagini dall’alto diffuse dalle tv poco dopo lo scontro mostrano il Suv con i vetri completamente distrutti e decine di poliziotti in tenuta militare. Una terza persona, che è stata vista scappare vicino all’auto, è stata arrestata ma non è chiaro se è coinvolta nella strage. Come ha fatto sapere l’Fbi – che sta lavorando insieme alle autorità locali – non è ancora chiaro se si tratti di terrorismo, anche se rimane una possibilità.  Secondo quello che ha fatto sapere la polizia in un conferenza stampa ieri sera due sospetti – un uomo e una donna vestiti con tute militari di colore nero – sono stati uccisi in una sparatoria con la polizia nell’area di Mountain View.Accanto alla pista del possibile attacco terroristico, non esclusa né dall’Fbi, ne spunta un’altra apparentemente più banale. Sia il Los Angeles Times che il New York Times, citando fonti investigative, riferiscono che uno dei killer, che aveva lavorato al centro disabili Inland Regional Center dove si stava svolgendo la festa e dove si è consumata la canreficina, aveva lasciato il party in corso dopo un alterco con alcuni ex colleghi, per poi tornare sul posto armato con uno o due persone armate. La polizia ha infatti arrestato anche un terzo sospetto ma non è al momento certa che sia effettivamente coinvolta nel massacro. E’ stato preso perché è stato visto allontanarsi di corsa dal Suv nero dove sono rimasti uccisi i due killer nello scontro a fuoco con la polizia. Da parte sua David Bowdich, il capo dell’Fbi di Los Angeles, e’ stato estremamente cauto sulla matrice terroristica, interna o esterna che sia: “E’ una possibilità ma non lo sappiamo ancora e per il momento non procederemo su questa pista”. L’ipotesi invece di una vendetta per una lite tra ex colleghi non solo sarebbe altrettanto devastante.

Syeed Farook e Tashfeen Malik

Non è chiaro al momento se sia Syed o il fratello l’uomo ucciso insieme alla donna (la cui identità non è stata ancora accertata) dalla polizia in uno scontro a fuoco successivo alla strage. L’Fbi sta perquisendo l’appartamento dei Farook. Farook, scrive il Daily Beast, era un esperto fiscale che lavorava per il California State Board of Equalization (un ufficio dello Stato per l’armonizzazione fiscale). Si era diplomato nel 2003 al liceo La Sierra ed aveva studiato finanza alla California State University Fullerton fino al 2013. L’uomo ha acquistato una casa a marzo del 2014 a Corona, sempre in California, e dal suo profilo sui social network emerge che e’ sposato ed ha un figlio. Un reporter del Daily Beast riferisce di aver bussato alla porta della casa dove si e’ presentato un uomo che ha detto di chiamarsi Farook ma di non aver nulla da dire sull’accaduto. Dopo aver chiuso la porta sono trascorsi 5 minuti ed e’ uscito salendo su un’auto bianca, lasciando la casa. Il padre sconvolto dal possibile coinvolgimento del figlio ha spiegato che Syed lavorava come ispettore dell’assessorato alla Salute della contea di San Bernardino. Farook si era diplomato nel 2003 al liceo La Sierra ed aveva studiato finanza alla California State University Fullerton fino al 2013. L’uomo ha acquistato una casa a marzo del 2014 a Corona, sempre in California, e dal suo profilo sui social network emerge che è sposato ed ha un figlio.

Farook e la donna uccisi, mistero sul movente

Almeno 2 delle 4 armi usate nella strage a San Bernardino in California, in cui sono stati uccise 14 persone e 17 sono state ferite, sono state legalmente acquistate da almeno una personelegata agli autori del massacro. Lo riferisce la Cnn citando fonti investigative. Le armi impiegate sono due fucili d’assalto Bushmaster Ar-15 (il fucile semiautomatico reso tristemente celebre da Adam Lamza, il ventenne che il 14 dicembre 2012 massacro 20 bemabini e sei adulti alla scuola elementare Sandy Hook di Newton in Connecticut) e due pistole. Sarebbero queste ultime a risultare legalmente acquistate, secondo quanto riferito dall’agenzia Atf, i federali che vigilano, tra l’altro, su armi ed esplosivi. Farook e la donna sono stati uccisi mentre si trovavano a bordo di un Suv con il quale sono scappati dall’Inland Regional Center, centro in cui vengono offerti servizi a persone con disabilità, dove ieri mattina erano entrati e avevano iniziato a sparare. Le immagini dall’alto diffuse dalle tv poco dopo lo scontro mostrano il Suv con i vetri completamente distrutti e decine di poliziotti in tenuta militare. Una terza persona, che è stata vista scappare vicino all’auto, è stata arrestata ma non è chiaro se è coinvolta nella strage. Come ha fatto sapere l’Fbi – che sta lavorando insieme alle autorità locali – non è ancora chiaro se si tratti di terrorismo, anche se rimane una possibilità plausibile. Questo mentre fonti citate dal New York Times sostengono che Farook di recente aveva avuto una lite con i suoi colleghi. Sempre il New York Times cita un testimone oculare il quale sostiene che uno degli attentatori sarebbe un impiegato del centro che aveva lasciato il posto di lavoro qualche ora prima della sparatoria. Alla pista dell’atto di terrorismo, non esclusa dall’Fbi, si affianca e a tratti si accavalla, quella della possibile vendetta privata, anche se con modalità tali da lasciar pensare ad una premeditazione accurata. Al momento a far prevalere la prima e’ un elemento in se’ non ‘incriminante’: il fatto emerso nella notte che uno dei killer, Syed Farook, è un cittadino americano di religione musulmana, ed uno dei suoi fratelli, ed una donna al momento non identificata. Ma Farook lavorava come ispettore all’assessorato alla Salute della contea di San Bernardino in California, lo stesso ‘ufficio’ che ha organizzato il party nel centro disabili della città e quindi le vittime sarebbero suoi colleghi, contro il quale provava rancore. Sia il Los Angeles Times che il New York Times, infatti, hanno rivelato che uno dei killer, a questo punto quasi sicuramente Syed, aveva lasciato la festa dopo un alterco con alcuni ex colleghi, per poi tornare sul posto armato con uno o due persone armate. A confermare l’identita’ di Syed oltre il padre ed uno dei fratelli anche il cognato Farhan Khan, che ha espresso il suo cordoglio per le vittime e ha detto di non avere idea “del perche’ abbia fatto qualcosa di terribile come questo”. Khan ha parlato ad una conferenza stampa organizzata dal Council on American-Islamic Relations (Cair) i cui leader hanno significativamente condannato con parole molto dure la strage che, nonostante la sua matrice non sia stata ancora accertata, ha visto come autore almeno un americano di religione musulmana.

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