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Susanna Rufi e la morte per meningite

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Dopo la morte di Susanna Rufi per meningite a Vienna, scatta l’allarme. La ragazza, 19 anni, era transitata a “Casa Italia”, il quartier generale dei pellegrini italiani nei giorni scorsi in Polonia, che ha visto il passaggio di almeno 100mila persone, e molti sono coloro che si sono sottoposti oggi a controlli. Non si è registrato ad ora nessun altro caso; anche il malore della giovane che viaggiava con la stessa comitiva della ragazza morta si è rivelato fortunatamente un falso allarme. Molte delegazioni sono accorse in ospedale per chiedere informazioni e sottoporsi a profilassi preventiva. A Bolzano tutti i 120 partecipanti alla Gmg, compreso il vescovo Ivo Muser, sono stati visitati e sottoposti a profilassi al loro rientro. In Veneto il sistema sanitario ha accolto e assistito circa 1.063 ragazzi e nessuno presentava problemi di salute o particolari sintomi.

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Susanna Rufi, la ragazza morta per meningite a Vienna (Il Messaggero, 2 agosto 2016)

Controlli e nessun rischio accertato anche per i 1.800 pellegrini di Brescia. “L’unica arma per difendersi contro la meningite è la vaccinazione”, avvertono gli esperti dell’Ospedale pediatrico bambino Gesù di Roma. “In caso di stretto contatto con un soggetto affetto da meningite è possibile proteggersi con una profilassi d’emergenza”, confermano i medici. Centinaia di ragazzi italiani sono invece ancora in Polonia e diversi sono i gruppi che si sono recati all’Istituto di Cultura italiana a Cracovia per avere ragguagli sul da farsi. La tv dei vescovi italiani, ancora sul posto, ha diffuso in un servizio al Tg2000 una informativa secondo la quale l’ambasciata italiana a Vienna, dopo aver contattato l’ospedale della città austriaca che ha avuto in cura la ragazza poi deceduta, ha comunicato all’Istituto di Cracovia che tutti coloro al di sopra dei 12 anni che sono stati a stretto contatto con la ragazza, ovvero che erano in pullman o nella stessa stanza, debbono sottoporsi a profilassi; non c’è invece un “rischio incrociato”, ovvero che amici degli amici della ragazza possano correre rischi. Il Corriere della Sera pubblica una serie di domande e risposte sulla malattia a cura di Margherita De Bac.

Quante sono le forme di meningite?
«Le più importanti e pericolose sono quelle causate dal meningococco, un batterio che appartiene a diversi ceppi. In Europa e anche in Italia i più diffusi sono il tipo B e C che a livello di diffusione prevalgono su A, W135 e Y. Le meningiti batteriche possono essere fulminanti cioè hanno un’evoluzione molto veloce che richiede un intervento ancora più tempestivo».
Ci sono vaccini?
«Nel 2005 è stata introdotto il vaccino per il meningococco C da somministrare al primo anno di età che rientra tra quelli cosiddetti raccomandati. Alcune Regioni lo offrono gratuitamente altre seguono una politica diversa ma sta per diventare operativo il Piano Nazionale Vaccini che prevede la rimborsabilità in tutta Italia. È disponibile la vaccinazione anche per il B, Y e W135 e A. Esistono poi altre forme di meningite batterica causate da pneumococco ed Haemophilus influentiae. Quest’ultima è molto rara, sconfitta dal vaccino esavalente che comprende anche difterite, tetano, antipolio, epatite B e pertosse».

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