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Sullo stipendio di Salvatore Romeo indaga la Corte dei Conti

salvatore romeo virginia raggi

La Corte dei Conti indaga sullo stipendio triplicato di Salvatore Romeo. Virginia Raggi ha detto che per l’attivista grillino e dipendente del Campidoglio “non c’è stato alcun ingiusto aumento di stipendio”: adesso sarà l’organo contabile a verificarlo, racconta il Corriere della Sera Roma in un articolo di Ilaria Sacchettoni.

L’ex braccio destro della sindaca passò infatti dai 39mila euro annuali guadagnati in quanto semplice dipendente del dipartimento alle Partecipate, ai 120mila (scesi a novantatré dopo il parere dell’anticorruzione) ottenuti in seguito all’incarico dirigenziale.
Numeri e dettagli importanti perché i magistrati, coordinati dal procuratore regionale Andrea Lupi, non puntano ovviamente a battaglie di principio ma a contrastare sperperi effettivi: quanto è durato, allora, l’impegno del fiduciario Romeo? E a quanto ammonterebbe il danno causato dal salto di qualità retributivo alle casse capitoline?

salvatore romeo
Calcoli tutti da fare,tenendo presenti due fatti:

Il primo, fondamentale, è che Romeo, nominato ad agosto 2016 dalla neo sindaca grillina si dimise in seguito all’affaire polizze, quando cioè i pubblici ministeri di piazzale Clodio scoprirono che, poco prima della sua promozione, il fiduciario della Raggi le aveva intestato un’assicurazione dal premio significativo.
Ma c’è un secondo fatto che chi indaga sul danno amministrativo dovrà tenere presente. Ossia il differenziale fra lo stipendio generalmente percepito dal funzionario (già dipendente capitolino) e quello successivamente ottenuto in qualità di numero uno della segreteria della sindaca. Un differenziale tutto da calcolare. Nel frattempo si tratta di verificare da vicino la legittimità di quella delibera — la 19 dell’agosto 2016 — che promuoveva il funzionario delle partecipate. Una delibera alla quale si oppose con forza l’ex capo di gabinetto, il magistrato milanese Carla Raineri che valutò la nomina di Romeo come il frutto malato del protagonismo di Raffaele Marra («Marra si comportava come se il sindaco fosse lui…»).

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