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La strage di Charlie Hebdo

charlie hebdo

È di almeno 11 morti il primo bilancio di un attacco alla sede del settimanale satirico Charlie Hebdò sul boulevard Richard-Lenoir, in pieno centro di Parigi. Lo riferisce su Twiter Le Figaro. Charlie Hebdo, più volte finito nel mirino degli integralisti islamici per aver irriso la figura del Profeta Maometto. Due uomini incappucciati e vestiti di nero sono entrati nella redazione e hanno cominciato a sparare con kalashnikov. Secondo le Figaro, è stato ferito anche un poliziotto giunto sul posto. Tra le 12 vittime della strage di Charlie Hebdo‘ si cont anche il direttore Stephan Charbonnier, detto Charb, ed altri tre colleghi vignettisti del settimanale satirico. Secondo le Figaro’ si tratta di Cabu, Tignous e Wolinski.  In questa foto si vedono gli attentatori, vestiti con tuta mimetica e armati di kalashnikov:
charlie hebdo attentatori
L’attacco a Charlie Hebdo è stato messo a segno nel giorno della riunione di redazione settimanale. E’ quanto riporta il quotidiano francese Liberation, aggiungendo poi che i due aggressori si sono fatti accompagnare dai giornalisti del settimanale satirico poi uccisi. Il bilancio provvisorio delle vittime è di 12 morti e quattro feriti. “Gli aggressori erano ben informati: mercoledì mattina si tiene la riunione di redazione settimanale”, ha scritto su Twitter la giornalista di Liberation Isabelle Hanne. Una fonte vicina all’inchiesta ha poi detto a Libè che gli aggressori sono entrati nella sede di Charlie Hebdo e si sono fatti accompagnare dai giornalisti di cui avevano chiesto notizia all’ingresso. Un quotidiano francese 20Minutes è riuscito a contattare per telefono un dipendente del quotidiano il quale gli ha detto che «è un vero massacro, ci sono dei morti». Poi la linea è caduta. Gli assalitori sarebbero stati incappucciati e armati di mitra Numerosi agenti di polizia sono presenti sul posto e secondo alcuni testimoni citati da Le Figaro sarebbero stati esplosi una trentina di colpi. – I due uomini armati autori dell’assalto a Charlie Hebdo sono fuggiti, aggredendo un automobilista e impossessandosi della sua auto. Posti di blocco sono organizzati in tutta Parigi.  L’auto con cui i responsabili dell’attacco a Charlie Hebdo sono fuggiti e’ stata ritrovata per strada nel 19/o arrondissement di Parigi, estremita’ nordest della citta’. Lo riferisce il sito di Le Parisien. Secondo altri media online, gli uomini in fuga avrebbero assalito un altro automobilista in quell’area. La galassia jihadisti “loda” gli assalitori della sede di Charles Hebdo a Parigi, e ricordano la “derisione” del settimanale nei confronti di Maometto e il coinvolgimento militare della Francia nei Paesi musulmani. Lo riporta il Site, sito americano di monitoraggio dell’estremismo islamico sul web. ACC 07-GEN-15 14:44 NNNN
charlie hebdo
”Circa un’ora e mezza fa due uomini incappucciati e vestiti di nero sono entrati nella redazione e hanno cominciato a sparare con kalashnikov”, ha riferito un testimone, Benoit Bringer. ”Pochi minuti dopo ho sentito i colpi d’arma da fuoco”, ha aggiunto, spiegando di aver visto poi i due fuggire dall’edificio. Il sito francese 20Minutes e’ riuscito a contattare per telefono un dipendente del quotidiano il quale gli ha detto che ”e’ un vero massacro, ci sono dei morti”. Poi la linea e’ caduta. Dalle foto che circolano su Twitter si vedono sei dipendenti del periodico rifugiati sul tetto. Sulla copertina di Charlie Hebdo, il giornale colpito oggi da un attacco terroristico a Parigi, campeggia una foto dello scrittore Michel Houellebecq, al centro di polemiche per il romanzo in uscita oggi “Sottomissione”, che racconta l’arrivo al potere in Francia di un presidente islamico.


I video dell’assalto, uno è registrato dal tetto dell’edificio vicino:


Fusillade charlie hebdo di LEXPRESS
CHARLIE HEBDO E L’ISLAM
Charlie Hebdo divenne noto nel mondo nel 2006, quando decise di pubblicare le dodici vignette su Maometto del giornale danese Jyllands-Posten, spingendo il Consiglio francese del culto musulmano a chiedere il ritiro delle copie dalle edicole. Il direttore del settimanale Philippe Val fu assolto dall’accusa di razzismo. La battaglia contro i tabu dell’estremismo islamico è proseguita nel tempo, fino all’ultima provocazione: il numero speciale dedicato alla vittoria degli islamisti in Tunisia. In copertina spicca una sacrilega immagine di Maometto che promette “cento frustate se non morite dal ridere”. “Sì, l’Islam è compatibile con l’umorismo”, hanno scritto i redattori del settimanale, disegnando il Profeta islamico con un naso rosso da clown. Prima che l’edizione arrivasse nelle edicole, la sede della rivista è stata distrutta da un incendio provocato da un lancio di molotov. In questo tweet i redattori dicono di essersi rifugiati sul tetto dopo i colpi esplosi nell’edificio.

Quindici minuti prima dell’attacco, il settimanale satirico Charlie Hebdo aveva pubblicato sul profilo Twitter una vignetta su Abu Bakr al-Baghdadi, leader dello Stato islamico (Isis).


Il tweet che annuncia la morte dei vignettisti:
charlie hebdo vignettisti