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La storia di Storace e del saluto romano ricambiato in un bar di Capo d’Orlando

Lo ha raccontato lui stesso su Twitter per poi dire che si trattava di una “burla” ripetuta ogni anno

Ci sono storie che non esistono. Poi ce ne sono altre che vengono raccontate dai diretti protagonisti e poi vengono “smentite” dagli stessi. Ed è quello che è accaduto oggi a Francesco Storace. Il giornalista, ex segretario de “La Destra”, ex Presidente della Regione Lazio ed ex parlamentare di Alleanza Nazionale, ha raccontato quel che gli sarebbe accaduto stamattina in un bar di Capo d’Orlando (in Sicilia) durante l’incontro con una persona che, evidentemente, lo aveva riconosciuto.

Storace e la storia del saluto romano in un bar di Capo d’Orlando

Questa mattina, infatti, lo stesso Storace aveva pubblicato un tweet in cui raccontava questa vicenda:

Al bar di Capo d’Orlando. Uno entra e mi fa il saluto romano, “anche se non so se lo accetti”. “Ricambio volentieri”, gli faccio. Le cose belle della vita”.

Ovviamente, questa narrazione ha provocato moltissime reazioni indignate. Sia dagli “oppositori” politici, sia da chi sostiene di essere di destra, ma anche stanco di utilizzare questa vicenda dei “saluti romani” che – innegabilmente – non può che provocare solo il classico sollevamento di inutili polveroni intrisi di “nostalgia”. Poi, qualche ora dopo, lo stesso Francesco Storace prova a sostenere che questa sua narrazione sia stata una sorta di esperimento sociologico per testare le reazioni degli utenti.

Ma di questa storia nel bar di Capo d’Orlando – che l’ex Presidente della Regione Lazio dice di aver già raccontato in passato, sempre con lo stesso fine – non vi è alcuna traccia online. Né sul suo profilo Twitter, né su quello Facebook. Sta di fatto che il solo giocare attorno a questo nostalgico saluto romano è l’atavica prova che la vera ossessione nei confronti di questo “simbolo” non provenga dall’antifascismo (quello offerto e riconosciuto dalla Costituzione italiana), ma da parte degli esponenti (anche quelli storici) della destra italiana. In tutte le sue sfaccettature.

(Foto IPP/Christian Mantuano)