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“Le parole uccidono”: la risposta perfetta di Stefano Massini a Pio e Amedeo | VIDEO

Lo scrittore Stefano Massini ricorda i ragazzi che si sono suicidati per gli insulti. E a chi trova scuse per bloccare il DDL Zan replica: “Se fossero i vostri figli non sparereste queste stronz…”

Ieri Stefano Massini a Piazzapulita ha ribaltato la tesi delle parole che fanno male solo in un certo contesto. “Le parole uccidono” ha spiegato, ricordando chi si è suicidato per questo

“Le parole uccidono”: la risposta perfetta di Stefano Massini a Pio e Amedeo

Lo scrittore inizia il suo intervento a Piazzapulita mostrando le foto di  Barack Obama, l’imperatore Claudio, Lady Gaga e Giacomo Leopardi: cosa unisce questi quattro personaggi apparentemente così lontani? Sono stati tutti vittime di bullismo. E Massini spiega che quando si viene attaccati da un virus o da un batterio in termini scientifici si parla di “insulto”. E come si può morire per un virus e per un batterio è altrettanto vero e tangibile che anche gli insulti uccidono. Esattamente come succede quando un organismo non riconosce una minaccia esterna e avviene quella famosa “tempesta citochimica” che abbiamo imparato a conoscere con la pandemia, così anche chi viene attaccato con parole insultanti invece di reagire può soccombere.

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Massini ricorda l’esempio di Carolina Picchio che si è suicidata dopo un killeraggio sui social ad opera di suoi coetanei, e quello di Michele Ruffino, tornato a scuola dopo aver avuto problemi fisici e bersagliato da offese e insulti, che a 17 anni si è tolto la vita gettandosi dal ponte sulla Dora di Alpignano. Perché le parole uccidono e questi due ragazzi, come tanti altri, si sono uccisi. Massini conclude il suo intervento: “In questo momento c’è la possibilità in Italia di far approvare il DDL Zan, una possibilità di punire severamente tutti coloro che usano le parole che uccidono sia dal vivo che sui social che forse è pure peggio perché è da vigliacchi, perché non ci metti neanche la faccia. Questo DDL Zan è stato bloccato fino ad ora da tante belle parole. Mi voglio rivolgere a quei politici che tra tutte le scuse che potevano usare hanno usato quella più incredibile. ‘In questo momento con la pandemia non usiamo argomenti divisivi’. Vorrei semplicemente dire a questa gente che probabilmente se Carolina Picchio e Michele Ruffino fossero i vostri figli non sparereste queste stronz…”