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Stefano Graziano, archiviata l'indagine per associazione mafiosa

stefano graziano indagato

Il gip del Tribunale di Napoli, Laura Alfano ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata il 25 luglio scorso della Dda nei confronti del consigliere regionale ed ex presidente del Pd campano Stefano Graziano, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. In una nota l’esponente politico ha espresso ”la propria gratitudine ai magistrati per la celerità con cui è intervenuto il provvedimento definitivo che esclude in maniera netta, come dallo stesso sempre dichiarato, il suo coinvolgimento nella vicenda oggetto di indagine”. Il coinvolgimento di Graziano nell’indagine risale al maggio scorso quando vennero perquisiti la sua casa e l’ufficio al Centro Direzionale, sede del consiglio regionale della Campania.

Stefano Graziano, archiviata l’indagine per associazione mafiosa

 
Nel decreto di perquisizione firmato dai magistrati della della Direzione distrettuale antimafia di Napoli – i sostituti Alessandro D’Alessio, Maurizio Giordano, Gloria Sanseverino e Luigi Landolfi, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli – veniva indicato come “uno stabile punto di riferimento politico” del clan dei Casalesi. Ipotesi che aveva indotto i pm a iscriverlo nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa e che non ha retto agli accertamenti svolti dagli inquirenti. Il giorno stesso della notifica dell’avviso, Graziano si autosospese dall’incarico di partito. La presunta collusione si fondava sui rapporti tra Graziano e l’imprenditore Alessandro Zagaria il quale, come emerge dalle intercettazioni telefoniche e dai pedinamenti, gli aveva assicurato l’appoggio elettorale per le regionali 2015, che si conclusero con un notevole successo personale di Graziano. Dagli sviluppi dell’inchiesta non è emersa tuttavia la consapevolezza da parte di Graziano che Alessandro Zagaria fosse vicino al clan, tesi quest’ultima sostenuta dai pm dell’Antimafia. Per gli inquirenti della procura di Napoli i fatti addebitati all’esponente politico non sono indicativi di una presunta collusione con i Casalesi: per tale motivo a giugno, contestualmente alla richiesta di archiviazione per il concorso esterno trasmisero gli atti, dopo la stralcio dalla posizione di altri indagati, alla procura di Santa Maria Capua Vetere per verificare la sola ipotesi di voto di scambio, non aggravato dall’articolo 7, ovvero dalla finalità mafiosa. Stefano Graziano esprime la propria gratitudine ai magistrati per la celerità con cui è intervenuto il provvedimento definitivo che esclude in maniera netta, come dallo stesso sempre dichiarato, il suo coinvolgimento nella vicenda oggetto di indagine.