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Stefano Gizzi, l'assessore di Ceccano che pubblica la Z sui suoi social

neXt quotidiano|

Stefano Gizzi

Non si nasconde sui social e prosegue a spron battuto nella sua personalissima battaglia di solidarietà nei confronti della Russia. E non si limita a ripostare screenshot di “mattonisti” o “sofisti” di Twitter o post delle varie ambasciate di Mosca in giro per il mondo. Perché Stefano Gizzi, assessore comunale alla Cultura in quel di Ceccano (in provincia di Frosinone), ha condiviso anche un’immagine con quella “Z” diventata il simbolo (presente anche sui carri armati) dell’invasione russa dell’Ucraina.

Stefano Gizzi, l’assessore di Ceccano che pubblica la Z sui suoi social

Ovviamente sono già arrivate molte proteste dopo quanto pubblicato da Stefano Gizzi sui social, con il Partito Democratico che ne chiede le immediate dimissioni. Perché quel post, oltre a quella “Z” simbolo di questa guerra in Ucraina, conteneva anche un altro messaggio: “Solidarietà alla Russia, con il Nastro di San Giorgio vittorioso sul Drago”. Insomma, una vera e propria esaltazione del Cremlino e delle mosse di Vladimir Putin, utilizzando quella dialettica simbolica di questo conflitto che sta mietendo migliaia di vittime tra gli innocenti civili ucraini.

Si dimetterà? A quanto pare no. O, almeno, non per sua volontà. Perché a chi gli chiede un passo indietro, l’Assessore alla Cultura del comune di Ceccano ha risposto: “Buschini critica la lettera Z in russo, di cui nemmeno conosce la nobiltà araldica del Nastro di San Giorgio. Infatti ricorda il sacrificio di ben 25 milioni di Russi nel fermare il nazismo. Ormai siamo alla follia russofobia. Poi viene da una parte politica che per decenni ha idolatrato anche le feci provenienti da Mosca”. Bruschini è il consigliere Regionale del Partito Democratico che coordina la maggioranza alla Regione Lazio. Ed è stato il primo a chiedere le dimissioni di Gizzi. Ora si attendono le reazioni della Lega (partito a cui ha aderito l’assessore) e di tutto il centrodestra.