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Stamina: Vannoni annuncia un nuovo ricorso al TAR

Il Ministero della salute ha bloccato definitivamente il cosiddetto metodo Stamina. Il secondo comitato scientifico, nominato per valutare Stamina, ha concluso che non esistono le «condizioni per iniziare una sperimentazione con il così detto “metodo Stamina”, con particolare attenzione rivolta alla sicurezza del paziente». Chiaro? La valutazione del primo comitato (analoga) era stata congelata dal TAR del Lazio, che il 4 dicembre 2013 aveva accolto la domanda di Stamina Foundation: alcuni componenti del comitato scientifico, avendo in passato espresso opinioni su Stamina, non sarebbero stati adatti perché mancanti dei necessari requisiti di imparzialità (cioè: una motivazione molto bizzarra per giustificare il rigetto di una valutazione scientifica, considerando anche che la vicenda da anni aveva sconfinato nel dominio penale con ipotesi di reato quali associazione per delinquere, commercio e somministrazione di medicinali imperfetti, somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica, truffa aggravata, abuso d’ufficio, esercizio abusivo di professione, peculato, ingiuria; martedì mattina si è chiusa l’udienza preliminare).
 
BOCCIATURA UNANIME
Il no dei comitati è unanime e analogo ai risultati delle analisi svolte da Massimo Dominici nel 2012 ove si sottolineava «l’esistenza di un concreto pericolo per i pazienti a causa delle modalità di conservazione dei campioni di cellule da trapiantare, preservati in modo approssimativo, identificati da etichette scritte a matita e di non chiara interpretazione e quindi facilmente confondibili» e altre cose spaventose.
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Però Vannoni non si rassegna e annuncia un nuovo ricorso (Stamina: decreto, stop a sperimentazione, ANSA, 5 novembre 2014): «Ritorneremo al Tar con i nuovi dati emersi e attenderemo una nuova pronuncia del tribunale. [Le conclusioni del comitato] sono ridicole perché non c’è alcuna valutazione scientifica e non sono state rispettate le indicazioni date dal Tar stesso» dopo la bocciatura del cosiddetto metodo da parte del primo comitato. Il ricorso, ha detto Vannoni, «è già aperto; a questo punto aggiungeremo nuove motivazioni, adducendo il dato che nessuno dei requisiti richiesti dal Tribunale amministrativo è stato eseguito, a partire dal doveroso confronto con i biologi di Stamina in merito alla valutazione scientifica del metodo e alle caratteristiche del prodotto cellulare». Vedremo come andrà a finire, ma ricordiamo che la biologa di Stamina rischia di essere radiata dal suo ordine. E che la bocciatura di Stamina è, come abbiamo visto, unanime (anche internazionale). L’ordinanza del tribunale di Torino dello scorso marzo è una sentenza perfetta al riguardo, soprattutto alla voce ciarlatani della salute e cure miracolose.