Fatti

I contagi salgono e il governo cambia in corsa le regole per evitare le zone gialle

Sardegna, Sicilia, Veneto, Lazio e Campania viaggiano verso la zona gialla, ma il ministro della Salute Roberto Speranza intende cambiare i criteri per le fasce di colore dando maggior peso al tasso di ospedalizzazione, basso grazie alle vaccinazioni

Roberto Speranza

Ora che i contagi, spinti dalla variante Delta, cominciano ad aumentare sensibilmente, il ministro della Salute Roberto Speranza si ricorda di voler cambiare i criteri per l’assegnazione delle regioni alle fasce gialle, arancioni e rosse. “Peserà di più il tasso di ospedalizzazione rispetto agli altri indicatori”, fa sapere il titolare del dicastero: una soluzione che mette d’accordo anche i territori, pronti a mettersi al riparo da misure più stringenti, ma che arriva con un tempismo quantomeno sospetto. I contagi tra i giovani sono in crescita, e ci sono due milioni e mezzo di over 60 ancora non vaccinati. Stando ai criteri attuali, venisse confermato il trend in impennata di questi giorni Sardegna, Sicilia, Veneto, Lazio e Campania rischierebbero di entrare in zona gialla. “Chiederemo al Governo di togliere l’incidenza dei positivi dai parametri che muovono zone e colorazioni perché il rischio è di decidere delle chiusure per gente positiva a casa, quando il sistema sanitario è pienamente efficiente”, sottolineano le Regioni. Palazzo Chigi si prepara ad affrontare una settimana decisiva, l’ultima utile per dare una sterzata alla curva dei nuovi contagi.

Le possibili restrizioni in zona gialla

Con il prossimo “decreto emergenza” è ormai certo che il green pass sarà rilasciato soltanto a chi ha ricevuto entrambe le dosi di vaccino. E non si esclude che venga seguito il modello francese, includendo, oltre ad aerei, treni ed eventi, anche ristoranti, palestre e piscine al chiuso. Questo sembra essere l’orientamento del Comitato Tecnico Scientifico, che sul tema si riunirà tra lunedì e martedì. Per superare le divisioni politiche si pensa di estendere le limitazioni a bar e ristoranti solo alle regioni fuori dalla zona bianca, che con i nuovi criteri dovrebbero essere poche o nessuna.

I dati sui contagi e il tasso di ospedalizzazione

Il calcolo dell’incidenza dei positivi ogni centomila abitanti resterà tra i parametri, pur perdendo la sua discrezionalità nel caso in cui l’occupazione di posti letto in terapia intensiva e nei reparti ordinari non superi le percentuali di rischio del 30 e 40%. Soglie che appaiono ben lontane anche se l’indice Rt è a 0,91 e l’incidenza ormai a 19. “In una fase caratterizzata da un livello importante di vaccinazione è ragionevole che nei cambi di colore e nelle conseguenti misure di contenimento pesi di più il tasso di ospedalizzazione rispetto agli altri indicatori”, ha aggiunto Speranza. Le proiezioni degli esperti vedono già a inizio agosto un Rt attorno ad 1,3 e l’incidenza settimanale, passata da 11 casi per 100mila abitanti a 19 (due settimane fa erano 9 per 100mila abitanti) lascia intendere che si possa raggiungere la soglia dei 50, oltre la quale si esce dalla zona bianca. Grazie ai vaccini però rimane bassa la pressione sugli ospedali. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 2%, in diminuzione da 187 a 157 nell’ultima settimana. Il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro prevede ad agosto “ una crescita dell’occupazione in terapia intensiva”, che potrebbe arrivare al 10% di riempimento, “comunque inferiore alle soglie critiche del 30% e 40%”.