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La storia del sottomarino USA che ha fatto arrabbiare De Magistris (e che ha attaccato la Siria)

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Il 13 aprile il sottomarino statunitense della Classe Virginia Uss John Warner ha lanciato sei missili contro obiettivi siriani. Non l’ha fatto, come sostengono alcuni tra cui Paolo Becchi, dal porto di Napoli ma da una zona del Mediterraneo orientale. A riferirlo è il sito dell’U.S. Naval Institute che spiega che si tratta del primo caso di un sottomarino della Virginia Class che partecipa ad operazioni militari contro un obiettivo nemico. Il John Warner, che ha base a Norfolk, aveva lasciato gli USA il 5 gennaio scorso per quello che era il suo primo dispiegamento (il battello è stato varato nel 2014), è inoltre riuscito a sfuggire ad un cacciatorpediniere russo che incrociava le acque al largo della Siria.

La storia dell’USS John Warner a Napoli

Il sottomarino era già da qualche tempo nel Mediterraneo: tra il 2 e il 16 marzo ha preso parte all’esercitazione della Nato Dynamic Manta 2018 (DYMA 18) alla quale hanno preso parte anche unità navali e militari italiani. L’esercitazione annuale, si legge sul sito del Ministero della Difesa, è “volta a garantire l’interoperabilità costante tra forze aeree, di superficie e subacquee nella lotta anti-sommergibile”. Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha denunciato che il 20 marzo (quindi prima del presunto attacco coi gas a Duma che ha scatenato la reazione statunitense) il John Warner fosse ormeggiato in rada nel porto di Napoli.

Il sindaco partenopeo aveva inviato la settimana scorsa una nota al Contrammiraglio Arturo Faraone, comandante della Capitaneria di porto di Napoli, per chiarire la posizione dell’Amministrazione comunale sulla presenza di imbarcazioni a propulsione nucleare nella baia di Napoli. Con la delibera numero 609 del 23 settembre 2015 il Comune ha dichiarato “area denuclearizzata” il porto di Napoli. Secondo De Magistris la presenza del sottomarino in rada era in contrasto con il contenuto della delibera e con il ruolo di Napoli come “Città di Pace”. La nota si concludeva auspicando che un fatto del genere non si ripetesse più.

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Sulla vicenda è intervenuto anche il Capo Politico del MoVimento 5 Stelle Luigi Di Maio che ieri a Otto e Mezzo su La7 ha detto “Spero che Gentiloni domani alle Camere chiarisca sulla vicenda del sottomarino nucleare statunitense che avrebbe attraccato al Porto di Napoli”. Di Maio ha anche aggiunto che “Non è chiaro se quel sottomarino abbia partecipato all’attacco in Siria”. A quanto risulta però il sottomarino non è partito da Napoli per partecipare alla missione d’attacco contro gli obiettivi siriani ma sarebbe invece salpato il 5 aprile dal porto di Gibilterra dove era arrivato il 25 marzo. A quanto pare quindi il sottomarino a propulsione nucleare non è partito da Napoli per attaccare la Siria (né ha lanciato i missili dal porto di Napoli) ma avrebbe sostato nel golfo di Napoli solo in seguito all’esercitazione congiunta con le forze NATO. La presenza del John Warner a Gibilterra conferma la dichiarazione del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che all’indomani dell’attacco aveva dichiarato che l’Italia non aveva fornito supporto logistico ai paesi (USA, Francia e Gran Bretagna) che avevano colpito gli obiettivi siriani.

 

Foto copertina via US Navy