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Così la corruzione batte il Partito Democratico

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Renzi capirà? Oggi Repubblica pubblica i risultati di un sondaggio Demos & PI dove, per la prima volta nelle rilevazioni dell’istituto, il Partito Democratico viene battuto dal MoVimento 5 Stelle in un eventuale ballottaggio con l’Italicum. «Tira una cattiva aria sull’opinione pubblica. Avvelenata dagli scandali che hanno coinvolto leader politici e di governo», commenta Ilvo Diamanti sulle pagine del quotidiano di Calabresi. Ed è infatti proprio questo che dimostrano i numeri: «Non per caso il 45% degli italiani ritiene che la corruzione politica, oggi, sia più diffusa di allora. Mentre una parte altrettanto ampia di cittadini pensa che sia altrettanto estesa. Nove italiani su dieci, praticamente tutti, ritengono, dunque, che Tangentopoli non sia mai finita. Ma sia, se possibile, più opprimente».

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Il sondaggio di Demos per Repubblica su PD e M5S (10 aprile 2016)

La corruzione batte il Partito Democratico

Quello che è più interessante in queste rilevazioni è che Renzi, considerato d’altra parte il leader politico più apprezzato dagli italiani, non faccia abbastanza o non faccia nulla per combattere la corruzione. Evidentemente anche gli elettori si sono accorti che una legge non basta, anche perché se bastassero le leggi per impedire i reati l’omicidio sarebbe scomparso dall’epoca dei dieci comandamenti. «La distanza fra i primi due partiti, PD e M5s, infatti, si è sensibilmente ridotta. In seguito al calo del PD (circa 2 punti) e alla concomitante crescita del M5s, la distanza fra i due soggetti si riduce a poco meno di 3 punti. A destra, invece, si muove poco. La Lega di Salvini si avvicina al 14% e scavalca FI. Mentre, più indietro, i FdI si attestano intorno al 5,5%. Come, sul versante opposto, SEL, SI e le altre formazioni a sinistra del PD», spiega Diamanti, che fa anche notare come il PD invece vincerebbe qualsiasi ballottaggio con la destra di Salvini, Meloni & Co mentre i grillini troverebbe nelle urne del ballottaggio l’appoggio di molti elettori di destra che li trovano più potabili rispetto a Renzi. Anche questo vuol dire molto: se il PD perde il ballottaggio solo con chi, non avendo nessuna esperienza di governo politico del paese, ha da sventolare soltanto il vessillo dell’onestà, significa che il vessillo dell’onestà conta, e molto, fra gli elettori.

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Sondaggio Demos-Repubblica (10 aprile 2016)

E infatti proprio questo è confermato dai risultati di un altro sondaggio, quello che chiede chi è più credibile nella lotta alla corruzione: il MoVimento 5 Stelle vince a mani basse, la percentuale del Partito Democratico è in continuo calo (di un punto in due mesi, addirittura) e persino la Lega Nord che ha un suo leader storico a processo per appropriazione indebita viene ritenuta più credibile di Renzi e dei suoi. Ci sarà un perché, o Renzi farà accusare dai suoi ascari ancora una volta i Poteri Forti per poi tirarsi indietro all’ultimo come in occasione dell’inchiesta sul petrolio in Basilicata?
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Sondaggio Demos-Repubblica (10 aprile 2016)

Il PD deve decidersi e muoversi prima che il clima lo metta in difficoltà e che il voto nei prossimi appuntamenti elettorali lo travolga. E se la risposta a questo clima è l’ennesima nomina di un amico del premier a Palazzo Chigi significa che Renzi non ha proprio capito la domanda.