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I soldati russi in Ucraina esauriscono i viveri: “Putin voleva vincere la guerra in tre giorni”

La dilatazione dei tempi della guerra va a svantaggio di Putin, che sperava di prendere l’intera Ucraina “in tre giorni”, come afferma un soldato catturato che ha raccontato di aver esaurito i viveri in quel breve lasso di tempo

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La blitzkrieg che aveva in mente Vladimir Putin non c’è stata: quella in Ucraina si sta dimostrando tutt’altro che una “guerra lampo”, complice la resistenza degli uomini armati al servizio del presidente Volodymyr Zelensky e di tutti i cittadini. La dilatazione dei tempi va ovviamente a svantaggio del Cremlino, che inizia a sentire la pressione data dagli uomini caduti sul campo di battaglia, oltre che dai primi effetti delle sanzioni comminate dalla comunità internazionale e dalle proteste dei cittadini russi pacifisti che si fanno sempre più estese. Questa condizione potrebbe portare Putin a dare una forte accelerata alle operazioni militari, intensificando i bombardamenti oppure ordinando – come si teme da ieri – lo sbarco di ulteriori forze militari a Odessa. Ciò non farebbe che confermare le voci dal fronte ucraino che lo vedono già “sconfitto” nelle sue intenzioni di conquistare Kyiv in breve tempo.

I soldati russi in Ucraina esauriscono i viveri: “Putin voleva vincere la guerra in tre giorni”

Tesi supportata anche da alcune prove raccolte sul campo: un soldato russo catturato dagli ucraini ha rivelato che all’esercito sono state fornite “scorte di viveri che bastavano soltanto per tre giorni”. “Putin pensava di prendere il Paese in quel lasso di tempo – ha detto il prigioniero di guerra in un video che rimbalza sui social nelle ultime ore – e per ordine della massima dirigenza della Federazione russa tutti i soldati sono stati privati di cellulari e documenti”.

Da Washington un alto funzionario della difesa degli Stati Uniti riferisce che alcune unità sarebbero a corto di provviste e benzina, mentre un certo numero di soldati sarebbero stati spediti in Ucraina senza esperienza e senza sapere nemmeno di dover combattere. Il New York Times spiega che in certi casi i soldati abbiano “deliberatamente fatto dei buchi nei serbatoi di benzina” dei loro veicoli per avere una giustificazione al fermare l’avanzata. L’economista Vladimir Milov, consigliere di Alexey Navalny, in un’intervista a La Stampa afferma: “Putin non si aspettava sanzioni così forti, ha finito per credere alla sua stessa propaganda. Diamogli altre due o tre settimane per comprendere la realtà: non ha le risorse per proseguire la guerra. Poi dovrà trovare il modo di ritirare le truppe presentandola come una vittoria”.