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Il caso di sindrome emolitico-uremica a Bari

I carabinieri del Nas di Bari indagano su un presunto caso di Seu (sindrome emolitico-uremica) che avrebbe colpito una bambina di 13 mesi ricoverata in terapia intensiva all’ospedale pediatrico Giovanni XIII del capoluogo pugliese. La piccole è ricoverata già da diversi giorni per gastroenterite e negli ulteriori approfondimenti diagnostici si è arrivato a ipotizzare un sospetto caso di Seu, di cui è stato informato l’Osservatorio epidemiologico regionale che ha già impostato le procedure specifiche.

IL caso di sindrome emolitico-uremica a Bari

La Seu può dare luogo a una importante insufficienza renale acuta in età pediatrica ed è caratterizzata dalla comparsa di tre sintomi tipici: anemia emolitica, trombocitopenia e insufficienza renale. La Seu, malattia infettiva acuta rara, si trasmette per via alimentare o per contatto con animali e ambienti infetti. A quanto si è appreso, le indagini dei Nas e del Dipartimento prevenzione dell’Asl si concentrano proprio sulle abitudini alimentari della bambina e su ciò che la piccola ha ingerito nei 15 giorni precedenti alle prime manifestazioni di gastroenterite.

sindrome emolitico-uremica

Secondo Wikipedia Un trattamento aggressivo consente a più del 90% dei pazienti di sopravvivere alla fase acuta, mentre circa il 9% può sviluppare uno stadio terminale della malattia renale. Inoltre, circa un terzo delle persone con SEU ha alterazioni della funzione renale a distanza di molti anni, e alcuni richiedono dialisi a lungo termine. Un altro 8% delle persone con SEU hanno altre complicazioni per tutta la vita, come ipertensione arteriosa, convulsioni, cecità, paralisi.[36]

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