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I deliranti auguri di buon anno di Pillon che accosta la venuta di Cristo a Google e Amazon

“Oggi preferiamo non chiederci più nulla, vivendo tra Google e Amazon, vagando senza meta e senza speranza”

Pillon

“E così sono 2022”, inizia così il lungo post di deliranti auguri per il nuovo anno che il senatore leghista Simone Pillon ha pubblicato sul proprio profilo Facebook.

I deliranti auguri di buon anno di Pillon che accosta la venuta di Cristo a Google e Amazon

“Duemilaventidue anni da quell’anno Zero, da quella mangiatoia di Bet-lehem che spaccò la storia a metà, dividendola in “prima di Cristo” e “dopo Cristo”. Sembra tanto tempo, ma non sono neanche 30 vite umane. I nostri calendari ci ricordano ogni giorno, ogni mese, ogni anno, che il Figlio di Dio si è fatto uomo, e che tornerà nella sua gloria”, spiega il senatore.

“La storia non è ciclica ma è una freccia, che punta dritta al Suo ritorno, quando l’intera umanità uscirà dal tempo per entrare nell’eternità. Questa certezza è stata la forza propulsiva dell’Occidente cristiano. La progressiva perdita di questa consapevolezza sta abbassando ogni giorno di più le prospettive della nostra civiltà ma anche quelle dei nostri governi, delle nostre famiglie e anche le nostre personali progettualità”. Così Pillon spiega quali sono i problemi della nostra società.

Ma poi arriva il punto forte, uno strano confronto tra la venuta di Cristo e quella di Google e Amazon: “Perchè vivere? Cosa ci attende dopo la morte? Dove andrà l’umanità? Una volta bastava uno sguardo al calendario per trovare la risposta: un giorno in meno, un mese in meno, un anno in meno al Suo ritorno. Oggi, perduta questa consapevolezza, preferiamo non chiederci più nulla, vivendo tra Google e Amazon, tra un dibattito in TV e un tampone, vagando senza meta e senza speranza”.

“Eppure il calendario è ancora lì, a raccontarci la buona notizia che Lui ha dato la Sua Vita per noi. E questa è davvero la più bella delle notizie. Che l’anno del Signore 2022 sia dunque buono, e ricco delle Sue benedizioni. Auguri!”, conclude il delirio.