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Il “demone” costringe Simone Biles a saltare la finale individuale ai giochi di Tokyo

Aveva abbandonato la finale a squadre perchè sentiva la pressione del mondo sulle sue spalle, di questi minuti l’annuncio del. suo forfait anche per l’ultimo round individuale. Forse le ragioni del suo crack emotivo in un’infanzia difficile

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Erano stati giorni difficilissimi per Simone Biles, la 24enne statunitense regina assoluta della nuova generazione di ginnaste. Cinque anni fa a Rio avevo portato a casa quattro ori, quest’anno i suoi giochi sono cominciati con un attrezzo troppo difficile da domare, quello che lei stesso ha definito un demone che si porta dentro. E’ da lui che si deve salvare. Lo aveva detto lei subito dopo il ritiro dalla gara a squadre che verosimilmente ha portato l’argento e non l’oro in casa USA. Il team statunitense in queste ore ha fatto sapere che dopo gli ultimi controlli hanno preferito che la ginnasta si concentrasse sulla sua salute mentale, dunque al suo posto ci sarà Jade Carey. «Appoggiamo appieno la decisione di Simone e applaudiamo il suo coraggio nel dare priorità al suo benessere», prosegue il team Usa, «il suo coraggio mostra, ancora una volta, per quale motivo è un modello per così tante persone».

Il “demone” costringe Simone Biles a saltare la finale individuale ai giochi di Tokyo. Alle sue spalle uno storia difficile

Nella storia di Simone è probabile che ci siano gran parte delle risposte ai suoi problemi di oggi. Lei è stata già considerata una pagina indelebile dello sport americano, olimpico e mondiale. Quando a 19 anni a Rio aveva sbancato il medagliere, non c’era stato tempo per domandarsi nulla. Era solo giusto celebrare quell’atleta senza precedenti, che in pedana aveva solo una rivale. La nostra Vanessa Ferrari che ora in finale sarà orfana dell’amica Simone nella corsa al metallo pregiato. La Biles però ha nel suo trascorso una storia di abbandono familiare per cui ha passato gran parte della sua vita con i nonni, abbandonata da una mamma con problemi di tossicodipendenza. Poi è stato il turno di una delle pagine più nere della storia dello sport americano: Larry Nassar, il medico della nazionale olimpica a stelle e strisce. Fu condannato nel 2018 per detenzione di materiale pedopornografico ed abusi sessuali su minorenni. Tra quelle ragazze c’era anche la quattro volte medaglia d’oro in Brasile.

Negli scorsi giorni era stato fatale l’errore al corpo libero perchè si scoperchiasse un vaso di Pandora che chissà da quanto tempo aspettava di essere aperto

“Sto partecipando per gli altri”, “Non ho più fiducia come prima” e ancora “Devo salvarmi dai miei demoni”. Ora per la ginnasta americana è tempo di riposarsi, gli appuntamenti sono tantissimi e molto serrati. Attendiamo di rivederla quanto prima sulla pedana.