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Simona Pletto: Igor il Russo e la giornalista di Libero

Si è occupata del caso di Igor il Russo alias Norbert Feher Ezechiele. E ha scritto un articolo oggi sul quotidiano per smentire di essere la fidanzata del killer

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Simona Pletto, giornalista di Libero che si è occupata del caso di Igor il Russo alias Norbert Feher Ezechiele, ha scritto un articolo oggi sul quotidiano per smentire di essere la fidanzata del killer.

Simona Pletto: Igor il Russo e la giornalista di Libero

Secondo Libero molti quotidiani hanno ipotizzato una relazione tra i due dopo gli scambi di lettere con il detenuto. E così la povera Pletto è stata costretta a spiegare quello che dovrebbe essere ovvio per molti: che non c’è nessuna relazione amicale con Norbert Feher ma una semplice relazione professionale:

Dall’estate scorsa, infatti, ho un costante scambio di lettere con il detenuto catturato nel dicembre 2017 in Spagna. Tutto è nato dalla personale esigenza giornalistica di voler approfondire alcune dinamiche delle sue ancora sconosciute vicissitudini, di alcuni aspetti della sua personalità, uomo da tutti considerato estremamente pericoloso, e fino ad oggi raccontate solo attraverso le testimonianze dei suoi compagni di cella.

Nelle sue lettere, rigorosamente filtrate dal personale del carcere come del resto le mie, mi racconta spaccati di vita in carcere a Zuera, tra cui la sua controversa conversione religiosa riferita agli episodi del suo passato risalenti anche all’infanzia fino ai rapporti con i familiari, e in particolare la mamma; dettagli che non riabiliteranno Igor, ma che servono a capire aspetti della sua non comune personalità. Racconta della sua rocambolesca fuga inseguito dai militari italiani e anche i concitati momenti della sua cattura ispanica. Oltre a tante situazioni inedite che portano ad una più approfondita conoscenza di uno dei più temuti criminali di questi ultimi anni.

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Ma, precisa Simona Pletto, la storia è tutta qui:

Detto questo, ci tengo a sottolineare che non sono né una sua fan né una sua aspirante fidanzata. Sono semplicemente una giornalista che sta facendo, sulle più modeste orme delle interviste della brava collega Franca Lando Leosini, il suo lavoro. Tutto questo,naturalmente, senza farne un eroe. Ci mancherebbe. Va da sé che umanamente nessuno può difendere un uomo che ha commesso ben 5 omicidi. E capisco la rabbia sollevata dai parenti delle vittime davanti alla notizia delle sue future visite femminili in carcere. Ma il mestiere del giornalista prevede anche questo.

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