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Casal Bruciato, la rivolta per i rom nella casa popolare (occupata?)

casal bruciato

Ieri pomeriggio a Casal Bruciato è andata in scena un’altra “rivolta” anti-rom a causa dell’assegnazione di una casa popolare a una famiglia in via Cipriano Facchinetti al numero 90. L’accusa dei residenti è che i rom abbiano tentato di occupare la casa senza averne titolo.

Casal Bruciato, la rivolta per i rom nella casa popolare

Le assegnazioni degli alloggi popolari alle famiglie rom in linea con i parametri di legge rientra nel piano di superamento dei primi due villaggi attrezzati, La Barbuta e La Monachina, che dovranno chiudere entro il 2021. Attualmente si stanno ultimando le assegnazioni ai 19 nuclei de La Barbuta che sono risultati “aventi diritto” a fronte delle verifiche disposte dal Comune, nell’ambito del piano per lo svuotamento del campo.

I residenti hanno rovesciato i cassonetti in strada, proprio come avevano fatto martedì scorso alcuni cittadini a Torre Maura per impedire l’arrivo di 70 rom nel centro di accoglienza in via dei Codirossoni. Anche in via dei Facchinetti sono dovuti intervenire i carabinieri e la famiglia, per ragioni di sicurezza, è stata portata via. A soffiare sul fuoco da ieri sera c’è Fratelli d’Italia, il partito della Meloni:

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Una settimana fa in via Diego Angeli una famiglia di nomadi è stata scortata all’interno dell’immobile. Il Comune, spiega oggi il Corriere Roma, dovrebbe fornire oggi una risposta ufficiale, dopo essere stato informato sempre ieri pomeriggio dalla polizia che ha tentato di mettersi in contatto anche con i vertici del IV Municipio. «Ci sembra comunque strano che un’assegnazione venga fatta di domenica, senza vigili urbani e incaricati del Comune sul posto», spiegano dal Campidoglio.

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