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Oggi (solo oggi) il palazzo occupato da CasaPound entra nella lista degli sgomberi

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Anni di propaganda e azioni che hanno avuto solamente un effetto simbolico e di mera propaganda politica, senza che lo status quo si modificasse. Ora – e solamente ora – sono stati mossi i primi ed effettivi passi verso lo sgombero dello stabile romano occupato da CasaPound. Il prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, ha infatti firmato un documento che inserisce per la prima volta lo sgombero di quella palazzina di via Napoleone III (nel quartiere Esquilino) nell’elenco delle prossime azioni che saranno portate a compimento.

Sgombero CasaPound, lo stabile occupato entra nell’elenco della prefettura

Secondo quanto riportato dal quotidiano Repubblica Roma, nel documento firmato dal Prefetto della capitale compaiono diversi stabili: dallo SpinTime ad altri stabili occupati da diversi movimenti che rivendicano il diritto a un’abitazione per i meno abbienti. Si tratta di luoghi di proprietà terza che da anni sono al centro di numerosi contenzioni. E poi c’è quella palazzina di via Napoleone III dove, fino a qualche tempo fa, campeggiava quella scritta “CasaPound” sul travertino che ricopre lo stabile. Dopo diverse azioni – che hanno avuto solamente l’effetto simbolico – da parte dell’amministrazione Raggi, adesso si è arrivati alle scrittura su carta di questo sgombero.

Nel nuovo provvedimento firmato dal prefetto Matteo Piantedosi, CasaPound figura al decimo posto in graduatoria. Ma potrebbe essere sgomberato in tempi stretti: a breve il I Municipio farà scattare il censimento delle fragilità.

I tempi, dunque, non sono ancora noti. Sta di fatto che ora quello stabile occupato dai militanti del movimento di estrema destra è stato ufficialmente inserito nell’elenco degli sgomberi da compiere nel corso dei prossimi mesi. Probabilmente, come spiega la sezione romana del quotidiano La Repubblica, la liberazione di quello stabile di proprietà del demanio potrebbe avvenire nella stessa data in cui avverrà lo sgombero dello SpinTime per procedere con un’operazione bipartisan e scongiurare tensioni politiche.