Fatti

Sergio Pirozzi candidato alla Regione Lazio

sergio pirozzi

Sarà il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi il candidato del Centrodestra alla Regione Lazio. L’ufficialità ancora non c’è ma il primo cittadino della città terremotata avrebbe ricevuto l’imprimatur più importante: quello di Silvio Berlusconi. Pirozzi sfiderà Nicola Zingaretti per il centrosinistra e, molto probabilmente, Roberta Lombardi, che dopo la pace con Grillo è pronta a candidarsi con il MoVimento 5 Stelle.

Sergio Pirozzi candidato alla Regione Lazio

«Ho talmente tante cose a cui pensare per la mia città, ogni giorno mi sento con Gentiloni, voglio essere certo che mantengano gli impegni. Poi, lo ammetto: mi sono arrivate da tutto il Lazio, da un movimento di persone che potremmo definire civico, molte richieste perché io mi candidi a presidente della Regione. Ne riparleremo, vediamo, ma non ho parlato di questo con Berlusconi. Ma qualsiasi cosa io decida di fare, voglio spendermi in prima persona», ha detto Pirozzi oggi al Messaggero. E la formula individuata per la sua candidatura sarebbe proprio quella della lista civica, anche se lui fa parte dell’Assemblea Nazionale di Fratelli d’Italia e proviene da un’area culturale di destra.
luca pirozzi giorgia meloni
Sergio Pirozzi sarebbe gradito anche alla Lega di Matteo Salvini, che però nel Lazio non ha abbastanza voti da poter lanciare un suo candidato. Berlusconi lo avrebbe sentito nei giorni scorsi. Ma il punto è Fratelli d’Italia. La Repubblica sottolinea che per FdI, esclusa Giorgia Meloni che dopo la corsa a Roma preferisce concentrarsi sulla partita nazionale, è pronto a scendere in campo Fabio Rampelli; per Fi, Antonio Tajani vorrebbe schierare il senatore Claudio Fazzone; l’altro big di rito aennino Andrea Augello spinge invece per l’ex eurodeputata Roberta Angelilli.

La corsa alle candidature

Di certo quella di Pirozzi sarebbe una candidatura in grado di spezzare gli equilibri e garantire una vera competizione alla Regione Lazio. Dove ha grandi chances di farcela anche Roberta Lombardi, che non ha certo incassato l’entusiasmo di Virginia Raggi per la sua candidatura – “Dovrebbe concludere il lavoro in Parlamento secondo me” – ma può contare su un appoggio forte in tutta Roma da parte del MoVimento 5 Stelle, di cui è leader carismatica e apprezzata anche da chi contesta la sindaca di Roma.

Ancora Repubblica segnala che Zingaretti avrebbe qualche perplessità a tentare il bis:

Lo staff del governatore nega: «Nicola ci sarà». Ma anche nel Pd i dubbi crescono. Anche a causa di una ritrovata freddezza con Renzi, che non avrebbe apprezzato la sua partecipazione alla kermesse di Pisapia. L’alternativa, in tal caso, sarebbe l’eurodeputato Enrico Gasbarra, che però smentisce. Di sicuro c’è che senza Zingaretti la coalizione che vinse nel 2013 rischia di rompersi. E l’ala sinistra correre con un proprio esponente, magari il vicepresidente di Campo Progressista Smeriglio.

Ma una candidatura alternativa avrebbe il classico effetto del vaso di coccio tra i vasi di ferro.