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Sergio De Caprio: l'addio di Ultimo ai servizi segreti e il caso CONSIP

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Sergio De Caprio, il «Capitano Ultimo» che arrestò Totò Riina, ha lasciato l’Aise (Servizi segreti) e, con un gruppo di militari dell’Arma, di rientrare nei Carabinieri. Ma dietro la decisione c’è un collegamento con l’inchiesta bis sul caso CONSIP. È proprio questo sospetto che, secondo le informazioni circolate ieri,ha spinto l’Aise ha metterlo fuori dai ranghi.

Sergio De Caprio: l’addio di Ultimo ai servizi e il caso CONSIP

L’indagine nata a Napoli sull’ipotesi di corruzione nella gara FM4 che ha portato in carcere Alfredo Romeo e ha visto il coinvolgimento di Tiziano Lotti, del comandante Tullio Del Sette e del ministro Luca Lotti vede oggi sotto indagine anche il capitano del NOE Gian Paolo Scafarto per falso ma anche per rivelazione di segreto d’ufficio. Scrive oggi il Fatto:

Scafarto avrebbe inviato a due ex marescialli, prima al Noe e poi nei servizi, elementi che emergevano dall’indagine. Il 3 marzo 2017, mentre i pm di Roma interrogano come indagato per traffico di influenze Tiziano Renzi, Scafarto avrebbe inviato una mail con parti dell’informativa Consip datata 3 febbraio. E non è l’unico contatto. Ce n’è stato uno anche a settembre 2016 quando il capitano del Noe aveva inoltrano ai due marescialli anche alcune trascrizioni di intercettazioni e pedinamenti.
I due file si chiamavano “Mancini.doc”, ossia Marco Mancini, l’ex responsabile dell’Anti terrorismo e ora al Dipartimento informazione e sicurezza (Dis), in passato finito a processo per il caso del rapimento di Abu Omar e mai condannato. La seconda di queste mail inviate riportava anche un testo: “Sempre per il capo”. A chi si riferisse Scafarto non è mai stato chiarito,anche perché, quando i pm volevano contestarglielo durante un interrogatorio, il capitano s’è avvalso della facoltà di non rispondere.

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Le procure e il caso Consip (Il Messaggero, 6 marzo 2017)

Il sospetto insomma è che Scafarto abbia informato delle indagini due sottufficiali provenienti dal NOE e passati all’AISE senza far sapere nulla ai servizi. Ovviamente la difesa di Scafarto respinge il sospetto e fa notare che non ci sono prove di contatti con De Caprio.

Sergio De Caprio e il capitano Scafarto

In ogni caso l’ipotesi che oggi i giornali fanno propria è che per questa presunta operazione l’AISE ha deciso di restituire De Caprio all’arma dei Carabinieri. Anche se questa è smentita in una nota dello stesso De Caprio, nella quale precisa che non ha mai svolto indagini che non gli competevano e che la decisione di tornare nei carabinieri è stata presa in autonomia dopo quelle che definisce «reiterate e diffuse insinuazioni e manipolazioni della realtà» apparse sulla stampa. Tutto ciò, «al fine di evitare strumentalizzazioni da parte di chiunque sul nostro operato, sempre corretto» e «per tutelare l’integrità dell’Aise nella sua interezza e per l’amore che ci lega all’Arma».

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I protagonisti dell’inchiesta Consip (La Repubblica, 2 marzo 2017)

Di sicuro Scafarto e Ultimo si conoscono ed hanno per diverso tempo lavorato insieme, quando De Caprio era vicecomandante del NOE. Posto che poi ha lasciato, per passare all’AISE, dopo che gli furono revocati i compiti operativi nell’ambito di una riorganizzazione complessiva dei vari reparti speciali dell’Arma e dopo l’uscita della famosa intercettazione del NOE tra Matteo Renzi e il generale della Gdf Michele Adinolfi. E Scafarto non è l’unico ufficiale del NOE finito nei guai per la vicenda Consip: anche il colonnello Alessandro Sessa, suo diretto superiore, è indagato dalla procura di Roma. L’accusa è di depistaggio. È stato un messaggio inviatogli da Scafarto, il 9 agosto 2016, ad aver determinato il suo coinvolgimento nell’inchiesta: “Signor colonnello – è scritto – sono due giorni che io penso continuamente a queste intercettazioni e alla difficoltà di portare avanti queste indagini con serenità. Credo sia stato un errore parlare di tutto col capo attuale e continuare a farlo. La situazione potrebbe precipitare con la fuga di notizie”.