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“Se volete farvi una passeggiata a Perugia, ditelo”

Il senso della frase pronunciata dal giudice della Corte d’Appello di Roma Andrea Calabria nei confronti delle persone che protestavano per la sentenza Ciontoli e le dichiarazioni del ministro Bonafede

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“Se volete farvi una passeggiata a Perugia, ditelo”: questa è la frase pronunciata dal giudice della Corte d’Appello di Roma Andrea Calabria nei confronti delle persone che protestavano per la sentenza Ciontoli per l’omicidio di Marco Vannini. La frase va ascoltata completa per comprenderne l’effettiva portata: Andrea Calabria ha detto “Questa è un’interruzione di pubblico servizio ai sensi dell’articolo 40 del codice penale. Vi volete fare una passeggiata a Perugia?”.

Per capire il senso della frase bisogna sapere che i procedimenti che riguardano i magistrati italiani sono disciplinati dalla legge 2 dicembre 1998, n. 420: al fine di evitare conflitti d’interesse nella legge sono indicati in maniera tassativa i distretti di Corte d’Appello ove è spostata la competenza e si evita il principio del tribunale più vicino: per i procedimenti che riguardano i magistrati romani la competenza è della Corte di Perugia. Il giudice della Corte d’Appello stava quindi minacciando i presenti che hanno protestato di denunciarli per interruzione di pubblico servizio.

La frase di Calabria non è piaciuta al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che in un video pubblicato su Facebook ha criticato il giudice: “Ritengo che sia inaccettabile, e sono indignato per questo, che un magistrato interrompa la lettura del dispositivo della sentenza per dire: ‘se volete andarvi a fare un giro, ditelo’. Come ministro della giustizia ho già attivato gli uffici affinché vengano fatte tutte le verifiche e gli accertamenti del caso”. “Questa mattina – dice anche Bonafede – ho chiamato personalmente la mamma di Marco Vannini, abbiamo parlato e parleremo ancora qui al ministero, nei prossimi giorni avrò modo di incontrare i genitori di Marco Vannini. A lei ho già spiegato che il ministro della Giustizia non può entrare nel merito delle decisioni dei giudici”: “il ministro della Giustizia non può e non deve entrare nel merito delle decisioni dei magistrati. E’ un principio fondamentale della nostra Costituzione che io non posso e non voglio violare”. “Detto questo, ho guardato con molta attenzione il video in cui viene ripreso il momento della lettura del dispositivo della sentenza, un video entrato nelle case di milioni di cittadini, e voglio spiegare che un magistrato ha tutti gli strumenti idonei a far mantenere l’ordine all’interno di un’aula giudiziaria. Ecco perché ritengo inaccettabile quel che è accaduto”.

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