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Se la polizia italiana sa «fermare» solo studenti e operai

A Roma il verso non cambia mai. L’incredibile teppismo dei tifosi del Feyenoord a Piazza di Spagna e a Campo de’ Fiori fa da contraltare al vergognoso scaricabarile dei responsabili dell’ordine pubblico. Prefetto, questore e ministero dell’Interno non si sono ancora assunti la responsabilità della sottovalutazione del pericolo che ha permesso ieri tafferugli, teppismo e pisciate alla fontana della Barcaccia, mentre le foto che stanno facendo il giro del mondo sporcano ancora di più, se possibile, l’immagine della città e del paese.
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SE LA POLIZIA ITALIANA SA FERMARE SOLO STUDENTI E OPERAI
Gli ultrà del Feyenoord già mercoledì sera erano stati protagonisti di un fitto lancio di oggetti contro le forze dell’ordine nella zona di Campo de’Fiori. Al termine degli scontri 23 tifosi olandesi erano stati arrestati. In seguitogli incidenti si sono spostati,vicino a via del Corso, dove i tifosi ubriachi si sono scagliati nuovamente contro ipoliziotti. Altri 5 giovani sono stati arrestati. Ieri pomeriggio sono scoppiati tafferugli violenti in centro e i tifosi olandesi del Feyenoord, ubriachi, hanno danneggiato la fontana della Barcaccia, a piazza di Spagna,riempiendola di bottiglie e rifiuti. Tutto questo era ben più che annunciato. Scrive il Corriere della Sera:

L’ultima segnalazione è stata trasmessa dalla polizia olandese una settimana fa e confermata a 48 ore dalla partita: a Roma arriveranno circa 5.000 tifosi organizzati, ma anche 500 sostenitori del Feyenoord senza biglietto. «Sono i più violenti», avevano avvisato le autorità de L’Aia decidendo di inviare una decina di funzionari al seguito. Il piano predisposto dalla questura prevedeva presidi negli aeroporti, nelle stazioni e ai caselli autostradali per scortarli fino al centro di raccolta che— come sempre avviene in occasione degli incontri internazionali— è a piazzale delle Canestre, all’interno di Villa Borghese.
Ma almeno 300 sono riusciti a sfuggire ai controlli: mercoledì sera hanno preso d’assalto Campo de’ Fiori, ieri hanno replicato in piazza di Spagna. «Per fermarli — spiegano adesso i responsabili della sicurezza — avremmo dovuto ordinare “cariche” in mezzo alla gente in pieno giorno e questo rischiava di provocare conseguenze ben più gravi».

E c’è di più:

Le comunicazioni di chi aveva il compito di presidiare la zona del centro parlavano infatti di una sessantina di ragazzi intenzionati a replicare quanto già successo la sera precedente. In tutta la città erano stati schierati un migliaio tra poliziotti e carabinieri, circa trecento agenti in tenuta antisommossa erano stati fatti confluire in pieno centro, proprio nell’area del Tridente.
Evidentemente si è ritenuto che il numero dei tifosi più violenti fosse esiguo rispetto ai reparti schierati, quindi facilmente gestibile. Soltanto quando gli olandesi hanno cominciato a marciare verso polizia e carabinieri ci si è resi conto che erano alcune centinaia, c’è chi parla addirittura di 700 persone, e a quel punto intervenire con le «cariche» in piazza di Spagna rischiava davvero di coinvolgere cittadini e turisti.

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UN COMPORTAMENTO INCREDIBILE
Non solo: la cosa divertente – si fa per dire – in questa storia tragica è che nessuno pagherà davvero per l’accaduto. E questa è una cosa che accade soltanto in casi del genere, visto che – come nota anche Carlo Bonini stamattina su Repubblica – il centro della città non puà essere toccato quando arrivano cassintegrati, terremotati, studenti. I tifosi del Feyenoord invece sì:

Una falange satura di rabbia da sfogare lì dove — è noto — chi rompe non paga mai davvero dazio. Perché i pochi «condannati per direttissima a pene esemplari» (8 mesi di reclusione e 45 mila euro di multa) stamattina saranno su un aereo verso casa e non vedranno le nostre galere neppure in cartolina. E così, quando torna il buio e, con lui, la paura per un’altra nott e«che Iddio la mandi buona», la domanda finisce con l’essere sempre e di nuovo la stessa: come è stato possibile? Perché il cuore della città, quello che normalmente che non è consentito neppure lambire a un corteo di cassaintegrati, ai terremotati dell’Aquila, agli studenti universitari, è stato offerto a un migliaio di animali con una sciarpa al collo?

La fontana del Brancaccio riempita di bottiglie vuote e oggetto di tiro al bersaglio, le pisciate collettive agli angoli della piazza, e una giustificazione sempre identica: nessuno sapeva che i tifosi del Feyenoord avrebbero fatto questo. Strano, visto che sono rinomati in tutta Europa.

La nostra polizia — riferiscono così fonti qualificate del Dipartimento di pubblica sicurezza— «ha scambiato negli ultimi due mesi 15 note informative con quella olandese senza ricevere alcun cenno della possibilità che almeno mille sarebbero stati i tifosi senza biglietto che avrebbero raggiunto l’Italia con mezzi proprie fuori da ogni circuito controllabile». Questura e Prefettura, osservano che «non era possibile trasformare il centro storico di Roma in un campo di battaglia» e, dunque, che «le decisioni di ordine pubblico», come quelle di non usare lacrimogeni, contenere il numero e la violenza delle cariche, «sono state attentamente ponderate per evitare il peggio». Sorpresi prima, dunque. Prudenti dopo. In una logica non nuova quando il Calcio incrocia l’ordine pubblico. E che ha un nome tecnico: «Riduzione del danno».

Invece, in altre – rimaste famose – occasioni evidentemente l’ordine di caricare si poteva dare:

Il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro e il questore Nicola D’Angelo da ieri sono silenti. Strano, visto che il primo è sempre solerte nel fornire opinioni su questioni che non sono di sua competenza. Gli irresponsabili dell’ordine pubblico a Roma, compreso il latitante ministro Alfano, sono spariti. Chissà perché.