Attualità

Se l'olio extravergine non è extravergine

Un’indagine di Enrico Cinotti per la rivista Test (ex Salvagente) riportata oggi da Caterina Pasolini su Repubblica ci racconta che l’olio extravergine che compriamo rischia di non essere così tanto extravergine come promettono le etichette:
 

La rivista ha fatto analizzare dal laboratorio chimico di Roma dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, e valutare dal Comitato di assaggio,venti bottiglie delle grandi marche, declassandone nove perché non conformi in tutti i parametri fissati dalla normativa Cee. Ma i produttori sotto esame non accettano la bocciatura: De Cecco, Bertolli, Gentile, Carrefour, Santa Sabina,Coricelli, Cirio, Carapelli e Lidl hanno infatti inviato una netta smentita, rivendicando, test rifatti alla mano, la qualità extravergine dei loro prodotti. L’indagine nasce dall’annus horribilis che ha funestato il comparto: la mosca olearia e il maltempo hanno dimezzato le produzioni con evidenti ripercussioni sulla qualità e quantità del prodotto. Una crisi così forte che per la prima volta dal secondo dopoguerra le scorte di extravergine potrebbero terminare ad agosto, prima dell’arrivo del nuovo olio. Stando ai conti fatti dagli esperti, a livello mondiale mancano all’appello quest’anno 600 mila tonnellate. «Per questo c’è il timoredi frodi e contraffazioni. Inchieste in corso parlano di olio greco etichettato come italiano, di tonnellate di olio tunisino fatto passare per comunitario», sottolinea Cinotti. Tanto che Andrea Olivero, viceministro delle Politiche Agricole e forestali, ammette: «Dobbiamo vigilare per evitare che i produttori siano attratti da facili scorciatoie dannose per il consumatore».

Alcuni dei test pubblicati da Repubblica sull’olio extravergine:

olio extravergine finto extravergine
Da La Repubblica, 21 maggio 2015