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Terremoto Amatrice, si indaga per corruzione

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Ci sono tre inchieste sul terremoto ad Amatrice, Arquata e Accumoli: una della procura di Rieti, una della procura di Ascoli e una dell’Autorità Anticorruzione. Ancora nessun indagato ma tra le ipotesi di reato c’è quella di corruzione, mentre si cerca di capire dove siano finiti i fondi per ristrutturare la caserma e la scuola crollata.

Amatrice, l’ipotesi corruzione nei crolli di caserme e scuole

Dell’ipotesi corruzione parla oggi la Stampa in un articolo a firma di Paolo Colonnello e Francesco Grignetti. Sotto la lente ci sono le stranezze nella gestione degli appalti, come quello della caserma dei carabinieri di Accumoli che è stato gestito dal vicesindaco di Amatrice Gianluca Carloni:

Gli investigatori avrebbero già fatto passi avanti individuando presunte corruzioni e scambi di favori nella distribuzione di appalti non sempre limpidi. Particolare attenzione è riservata ad esempio alla ristrutturazione della caserma dei Carabinieri di Accumoli, lavoro gestito dal vicesindaco di Amatrice, il geometra Gianluca Carloni, e da suo fratello Ivo, ingegnere, in un intreccio di controllori e controllati non semplicissimo da districare. D’accordo con i magistrati di Rieti e di Ascoli e con l’Autorità Anticorruzione, la Guardia di Finanza ha dunque allargato il raggio di azione.
Sono partiti dalla scuola della vergogna di Amatrice, quella di cui il Comune vantava, con i suoi cartelli esplicativi la «massiccia opera di ristrutturazione dell’intero edificio, consistente soprattutto nell’adeguamento della vulnerabilità sismica» e che poi è miseramente crollata. Il Nucleo Speciale Anticorruzione, comandato dal generale Gaetano Scazzeri, in un rapporto per l’Anac evidenzia alcune anomalie: il Comune di Amatrice, ente attuatore per «lavori di ristrutturazione» e «miglioramento sismico», ha effettuato una gara nel 2011 per 511mila euro. «L’esame del bando di gara – scrive la Gdf non ha evidenziato il richiamo a lavori di miglioramento/adeguamento sismico».

Come sappiamo, l’appalto è stato vinto dalla Consorzio Stabile Valori, che ha fatto effettuare i lavori alla ditta Edilqualità, che poi è stata incaricata anche di un secondo intervento nella scuola, quando già era stata dichiarata antisismica.

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La mappa dei finanziamenti spariti (Corriere della Sera, 1 settembre 2016)

Poi c’è la questione dei fondi ottenuti dalla Regione: cinque milioni erogati nel 2012 ai comuni interessati: tra questi: la scuola elementare di Accumoli alla quale furono destinati 150 mila euro; la caserma dei carabinieri di Amatrice: 300 mila euro; la casa comunale di Amatrice, 150 mila euro; l’istituto alberghiero dello stesso paese per cui si ritennero necessari 600 mila euro. Scrive il Corriere:

Gli interventi in realtà non sono mai stati eseguiti, come risulta dalle relazioni ufficiali del 2015. Un anno fa per la scuola era stato compiuto soltanto lo studio di fattibilità mentre per la caserma risulta approvato il progetto definitivo ma nessun altro passo era stato compiuto. Mistero sull’istituto alberghiero per cui il sindaco Sergio Perozzi decise di usare anche i soldi destinati alla casa comunale: nel 2014 risulta depositato lo studio di fattibilità. Poi più nulla. […] Saranno proprio i progettisti, i collaudatori e i politici che gestivano il denaro a dover spiegare che cosa sia davvero accaduto in una zona che — già dopo il terremoto dell’Umbria del 1997 — fu ritenuta ad altissimo rischio. Qualche giorno fa il presidente della Provincia di Rieti Giuseppe Rinaldi ha rivelato che alcuni accordi di programma furono stilati con le amministrazioni comunali per accelerare i lavori. Ora bisognerà verificare le cause di ritardi che in svariati casi hanno determinato il crollo degli edifici e la morte di moltissime persone. Saranno i magistrati a chiederne conto ai responsabili tecnici e politici, contestando omissioni e abusi che si sono rivelati fatali.

Decine di appalti, sempre gli stessi nomi

Repubblica invece racconta degli appalti dati alle stesse ditte: almeno tre progettisti — un architetto, un ingegnere e un geometra — per ogni intervento, a prescindere dall’entità: tra il micro-lavoro da 10mila euro sulla Torre Fuscello a Leonessa e la ristrutturazione da 1,1 milioni dell’Alberghiero di Rieti non si è fatta differenza. Non è stato messo alcun limite agli incarichi, quindi i nomi di imprese e professionisti si ripetono. E poi ci sono gli interventi sugli edifici sacri:

Il dominus che ha gestito tutto per la Curia di Rieti si chiama Mario Buzzi. È un geometra, il “geometra del vescovo”. È titolare di una società, la “Fe.Ma. Costruzioni e Rilievi”, con i figli Federica e Matteo. Nel report della Provincia il suo nome compare decine di volte. E non solo perché per la diocesi ha ricoperto il ruolo di rup (responsabile unico del procedimento) per tutti i 28 lavori appaltati. In sette casi Mario Buzzi è stato contemporaneamente rup e geometra del progetto: ad esempio, per gli interventi sulle chiese di San Michele, Santa Maria dei Raccomandati a Cittaducale, per quella di Sant’Eusanio e il seminario vescovile (lavoro da 1 milione di euro) a Rieti. Al Complesso di San Salvatore a Leonessa figura come ingegnere il figlio, Matteo Buzzi. E il curriculum vitae di Federica Buzzi riporta due co-incarichi: progettazione definitiva ed esecutiva più la direzione lavori per il miglioramento sismico sia della Chiesa di San Silvestro a Longone Sabino, sia per la chiesa di Santa Maria Liberatore a Rieti.

In ogni caso prima ancora di accertare le responsabilità, bisognerà trovare le carte. Molte delle quali sepolte sotto le macerie del terremoto ad Amatrice, Accumoli e negli altri paesi colpiti del Reatino. Per questo ieri la Guardia di Finanza è andata negli uffici della Provincia di Rieti e della Regione Lazio a caccia di documenti sugli appalti per i lavori negli edifici pubblici e privati inopinatamente crollati. Le fiamme gialle hanno fatto visita anche alle ditte incaricate delle opere, in particolare quelle alla scuola ‘Capranica’ di Amatrice ristrutturata nel 2012, e alla sede del Genio civile. Sotto osservazione i permessi e le certificazioni delle imprese. Il Nucleo anticorruzione e i Nuclei di polizia tributaria della Finanza si sono presentati a Torino e a Bari. Il mandato della procura di Rieti è di sequestrare la documentazione anche sotto le macerie.