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Le scritte contro Salvini a Pontida

Uno striscione contro la svolta nazional-sovranista impressa da Matteo Salvini e una scritta in cui si chiedono le dimissioni del sindaco leghista Luigi Carozzi sono comparse sui muri circostanti il prato di Pontida, nel Bergamasco, dove ogni anno la Lega Nord celebra il tradizionale raduno. Lo striscione recita: ‘Il popolo padano non vuole un segretario ‘itagliano’ (con volontario errore di ortografia, ndr). Salvini ‘fora da i ball’ (in dialetto, fuori dalle balle)”. Ed è stato issato sopra il muro dove fino alle settimane scorse campeggiava la scritta ‘Padroni a casa nostra’, cancellata per evitare atti vandalici durante il ‘Festival dell’orgoglio terrone’, e non ancora ripristinata, come promesso dalla segreteria provinciale del Carroccio.

Le scritte contro Salvini a Pontida

Le scritte hanno fatto infuriare il segretario bergamasco Daniele Belotti che, in un lungo post su Facebook, ha spiegato perché ha minacciato il “pugno di ferro” ed “espulsioni” nei confronti di chi insulta il Movimento e il suo segretario, prendendosela poi con chi chiedeva di intervenire al più presto: «Ai leoni da tastiera (per lo più gente che non si vede da tempo in Lega o che addirittura non ha mai mosso un dito se non per digitare sul computer) si fa semplicemente presente che su una parete bagnata non si può pitturare (venerdì è stato fatto un sopralluogo ed era ancora umida); inoltre abbiamo dovuto commissionare le dime per le lettere che sono state fatte martedì. Per ultimo, verrà ripristinato il fondo visto che si sta scrostando». Anche lo sfidante di Salvini al congresso, l’assessore lombardo Gianni Fava, che sul ritorno della centralità della questione settentrionale sta facendo campagna, si e’ dissociato, in una nota in cui ha sostenuto che “le battaglie politiche non si fanno con striscioni e insulti” e definito “disdicevole quello che e’ accaduto sul prato di Pontida” esprimendo “solidarietà al segretario Salvini”. “Prendo atto con un certo rammarico del clima che si è creato attorno a questo congresso – ha poi lamentato pero’ Fava -, che non è sicuramente agevolato dalle modalità che ci porteranno alla celebrazione delle primarie”.
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Foto copertina da L’Eco di Bergamo