Cultura e scienze

Cervelli in fuga dalle tasse

cervelli in fuga dalle tasse

Elena Dusi su Repubblica oggi racconta una vicenda interessante che parte dal racconto di tredici scienziati italiani che sono tornati a lavorare nel Belpaese sfruttando la legge sulla fuga di cervelli: loro, e non si sa se solo loro, hanno però ricevuto successivamente una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate che li invita a pagare le tasse:

Il decreto legge 78 del 2010 per il rientro dei cervelli permette agli scienziati italiani all’estero di tornare pagando l’Irpef solo sul 10% dello stipendio. De Gennaro nel 2012 decide di cogliere l’occasione. «Il contratto italiano al Jrc della Commissione Europea a Ispra, Varese, non reggeva il confronto con lo standard austriaco. Ma gli incentivi mi avevano convinto». Alcune migliaia di scienziati, nel corso degli ultimi anni, hanno usufruito dell’opportunità. Ma nel 2017 l’Agenzia delle Entrate ha stabilito con una circolare interna e in modo retroattivo che all’agevolazione fiscale avevano diritto solo i ricercatori che si erano iscritti all’Aire, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero.

«Quando sono rientrata io, nel 2012, questa registrazione non era richiesta» racconta Annalisa Fico, che si occupa di cellule staminali e malattie neurodegenerative al Cnr di Napoli e deve al fisco 9mila euro. «Sono andata all’Agenzia delle Entrate presentando contratti di lavoro in Francia, ricevute degli affitti e bollette pagate. Hanno controllato che ero stata effettivamente un cervello in fuga, ma hanno mandato lo stesso l’ingiunzione. Ho appena pagato le spese per l’avvocato e il deposito del ricorso: 4.500 euro».

E così alcuni di loro sono diventati loro malgrado cervelli in fuga dalle tasse tornando all’estero, mentre altri hanno aperto contenziosi con l’AdE sperando di ottenere ragione:

«Io arrivo a quasi 45mila euro» allarga le braccia Andrea Listorti, esperto di nuovi materiali per i pannelli solari all’università del Salento. «Eppure nel 2012, quando tornai dalla Gran Bretagna, ricevetti la lettera di accettazione dell’Agenzia delle Entrate». La legge sul rientro dei cervelli sta dunque ottenendo l’effetto opposto: chi può riscappa all’estero. E non è un grave problema solo per i ricercatori vessati.

Daniele Sanvitto dell’istituto per le nanotecnologie del Cnr, un passato in Gran Bretagna, Francia e Spagna, deve al fisco circa 30 mila euro. «Ma ho vinto due grandi bandi europei per lo studio dei transistor fatti di luce e dei computer quantistici. Al mio laboratorio ho portato 2,5 milioni di euro».

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