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Sara Cunial sarà ammessa in Parlamento anche senza Green Pass: accolto (per ora) il suo ricorso

Il collegio di appello della Camera dei deputati ha accolto il ricorso di Sara Cunial contro l’obbligo di esibire il Green Pass prima di entrare a Montecitorio: in attesa della decisione del Consiglio di giurisdizione, la parlamentare ex M5s potrà accedere all’Aula anche senza certificato verde

Sara Cunial

Sulla questione del Green Pass obbligatorio o meno per accedere in Parlamento, alla fine l’ha spuntata – per adesso – Sara Cunial. La deputata del Gruppo Misto, ex Movimento 5 Stelle divenuta famosa per le bufale su Covid, vaccini e certificato verde rilanciate nei suoi discorsi e sui suoi social, ha vinto il ricorso che aveva presentato per essere “esentata” dal dover esibire il Green Pass prima di entrare alla Camera. “La motivazione è soltanto di ordine costituzionale, come riporta il decreto che ho già notificato sia alla Camera che alla ricorrente che al tribunale interno di primo grado”, spiega Andrea Colletti, parlamentare di Alternativa (la “costola” fuoriuscita dal Movimento 5 Stelle in contrasto con l’ingresso del partito nella maggioranza Draghi) e presidente del collegio di appello della Camera dei deputati, nelle motivazioni che lo hanno spinto ad accogliere il ricorso. L’esposto di Cunial sarà però esaminato anche dal Consiglio di giurisdizione della Camera il prossimo 1 dicembre, e in quella sede la sospensiva potrebbe essere stralciata.

Una decisione, quella assunta per il momento, che rischia di creare un precedente, ma che trova giustificazione in un principio, chiarito da Colletti, che in passato aveva definito “una scellerata violazione dei diritti costituzionali” l’obbligo di certificato verde: “Non si può non permettere a un parlamentare di rappresentare tutta una parte di elettorato per una motivazione che non ha un carattere chiaramente sanitario ma che rischia di averne uno più burocratico”. Il decreto, infatti, prevede lo stop a chi è positivo o in quarantena: sono queste le “motivazioni sanitarie”, che non comprendono quindi l’obbligo di esibire il Green Pass.

Quello di Cunial è per adesso l’unico ricorso sul tema, ma Colletti non esclude che ne possano arrivare altri: “So che dovrebbero esserci altri casi all’esame del primo grado. Poi ci sono ricorsi anche di dipendenti della Camera e su questi, avendo profili diversi, ci riserviamo di decidere”. I dipendenti di Montecitorio, infatti, non possono essere trattati alla stregua dei parlamentari, il cui dovere di rappresentanza non può essere ostacolato: “Io devo far rispettare l’interpretazione dei diritti costituzionali – conclude Colletti – e non faccio questioni politiche. Del resto ci troviamo in una situazione del tutto inedita”.