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La famiglia è solo mamma, papà e figlio, il resto “porcherie”: il consigliere di FI che offende le famiglie arcobaleno

Le parole di Rosario Galifi durante l’ultimo consiglio comunale di Venaria Reale, in provincia di Torino

Rosario Galifi

Bastava votare, così come ha fatto, la mozione per aderire alla carta d’intenti Re.a.dy contro le discriminazioni per via dell’orientamento sessuale delle persone. Invece, il consigliere comunale di Venaria Reale (alle porte di Torino) ha ben pensato di allegare alla sua dichiarazione di voto alcune parole che hanno l’amaro sapore del buio Medioevo. E così Rosario Galifi, eletto con maggioranza, ha sostenuto la mozione avanzata proprio dalla coalizione di centrodestra che amministra la cittadina piemontese, riuscendo a ritagliare uno spazio per le polemiche. Il tutto è visibile nel video, trasmesso in diretta, del Consiglio Comunale andato in scena lunedì 28 giugno (il suo intervento inizia dopo 3H, 57′ e 35”)

Rosario Galifi, il consigliere di Venaria che offende le famiglie arcobaleno

“Approvando questa mozione mi chiedo quando faremo il primo Gay Pride a Venaria?”. Inizia così l’intervento di Rosario Galifi che aveva chiesto la parola per parlare del punto 17 all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di Venaria Reale. Poi prosegue: “Abbiate pazienza, ho 73 anni mi sono sposato a 20 anni, genitore 1 – genitore 2 non mi danno nessun fastidio ma quando parliamo di famiglia ne intendo una sola papà mamma e figlio, il resto è tutto un surrogato di famiglia. Ognuno se la canta e se la suona come vuole ma non potete mettere in dubbio il discorso delle famiglie”. Poi prosegue parlando della sua idea di famiglia e della sua esperienza personale “con la stessa donna e abbiamo passato tutti i colori della vita, non mi permetto di paragonarli a quelle porcherie lì”.

“Quelle porcherie lì”. Il consigliere di Forza Italia, dunque, ha scelto il suo aggettivo per parlare delle coppie omosessuali e della comunità LGBT+. Parole che hanno provocato le immediate reazioni in Consiglio Comunale. Anche perché, alla fine, lo stesso Rosario Galifi ha votato a favore della mozione per aderire a quella carta d’intenti denominata “Re-a-dy” (Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti-discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere) a cui hanno aderito già altre 60 amministrazioni comunali.

(foto: da video del Consiglio Comunale di Venaria Reale)