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Le case popolari ai Casamonica a 70 euro al mese

Case del Comune a prezzi stracciati per la «famiglia». Da Laurentino a Spinaceto, passando per il quadrante Est, quartiere generale del clan.«E parliamo di canoni da 70-100 euro al mese», denuncia l’assessore Stefano Esposito al Messaggero. La storia delle case popolari ai Casamonica non è ancora scoppiata, ma promette di finire in una bella polemica interna alla giunta romana, mentre gli alloggi popolari e i metodi di locazione del Comune, che negli anni hanno rappresentato una manna per il malaffare e le tangenti nella Capitale, stavolta finiscono sotto la lente. Non è raro infatti trovare personaggi in città che garantiscono di avere la possibilità di scavalcare le graduatorie per le case popolari, e che chiedono soldi per il «servizio»: spesso si tratta di truffatori, ma qualcuno che ci riesce c’è. E l’inchiesta sarà necessaria per fare finalmente pulizia in questa cloaca maxima.

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Le case popolari ai Casamonica (Corriere della Sera, 23 agosto 2015)

ROMA, LE CASE POPOLARI AI CASAMONICA A SETTANTA EURO AL MESE
Nel frattempo la macchina del Campidoglio si è messa in moto: da oggi partiranno i controlli (con una task force di trenta vigili urbani) a tappeto negli alloggi occupati dai Casamonica. Il dossier è pronto a essere inviato in Procura. Si passeranno ai raggi x i requisiti degli inquilini e la loro morosità (non certo il casellario giudiziario che nulla ha a che fare con i criteri di assegnazione degli immobili comunali).La verifica, però, scatta solo adesso che il caso è scoppiato con i funerali. E c’è chi ricorda come il Tempo avesse chiesto già da tempo al Comune l’elenco degli inquilini. Nell’inchiesta dedicata dal giornale romano all’epoca saltarono fuori “appartamenti di pregio al Centro Storico affittati al prezzo di una cena in pizzeria, locali commerciali dove per anni (e per due spicci) hanno fatto discoteche, ristoranti, centri sociali. Sono venuti a galla favori decennali a circoli politici – come quello storico del PD in via dei Giubbonari, a due passi da Campo de’ Fiori con affitti bloccati dagli anni Settanta. Dai contratti per cinque euro al mese per case a due passi dal Colosseo si è passati alle migliaia di inquilini morosi e alle decine di spazi occupati abusivamente”.
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Gli articoli del Tempo con la richiesta di fare i nomi degli inquilini degli alloggi comunali

Da ieri invece si parla di trenta o quaranta appartamenti dati alla famiglia:

In zone periferiche (Spinaceto) ma anche in altre considerate più alla moda, come il Pigneto. Ma non solo: dal Pigneto, le case date ai Casamonica sarebbero sparse per tutta la zona della Casilina, che poi corre parallela alla Tuscolana, cioè la strada percorsa dal clan per trasportare il feretro di «zio Vittorio» fino alla parrocchia dei funerali, in piazza Don Bosco. La sensazione che si tratti di qualcosa in più di un sospetto in Campidoglio dev’essere forte: perché Esposito ha già trattato l’argomento sia con il vicesindaco, il parlamentare Marco Causi, sia con il magistrato e ora assessore alla Legalità, Alfonso Sabella.
E la decisione è stata presa: fare partire verifiche «mirate» all’interno del patrimonio immobiliare del Comune. «Non mi stupirei se trovassi qualcuno dei Casamonica in case da sessanta metri quadrati e con la Ferrari in garage», allarga le braccia il senatore «prestato» alla giunta di Roma. Del resto, a lui, una storia simile a questa è già capitata: perché a Ostia — Municipio col presidente Andrea Tassone arrestato nel secondo filone di Mafia Capitale, con Esposito nominato commissario di zona dal Pd — là, dunque, gli Spada gestivano un locale da circa di dieci anni. E indovinate di chi era la proprietà dello stabile?

Le verifiche hanno già individuato 743 occupanti di case pubbliche sprovvisti dei titoli per abitarle perché occupanti abusivi, oppure proprietari di immobili o con redditi superiori ai limiti, come era stato comunicato dall’ufficio nel luglio scorso. Si tratta di 320 alloggi di proprietà dell`Amministrazione capitolina e di 423 alloggi Erp (Edilizia residenziale pubblica), per i quali si è concluso il procedimento amministrativo previsto dall`ordinamento giuridico, dopo il quale scattano le procedure di sgombero. Il dossier è a disposizione delle autorità inquirenti.
 
COSA FA IL COMUNE
“Proprio grazie a queste operazioni di recupero è stato possibile – sottolineano dal Campidoglio – intensificare il ritmo di assegnazione di alloggi popolari a chi davvero ne ha diritto”. A far parte della task force sono Sabella (un lungo curriculum da magistrato anti-mafia), il vicesindaco Marco Causi e l’assessore alla Casa Francesca Danese. “Il monitoraggio è partito già un pezzo e stiamo lavorando per individuare, con il supporto della polizia locale, chi ci sta dentro, se ha titolo per rimanerci e se ci sono state delle cessioni di fatto, non autorizzate – spiega Sabella -. Non è una cosa tanto facile perché il patrimonio di Roma è immenso e per troppi anni nessuno si è curato di fare le dovute verifiche”. Ma il battagliero Stefano Esposito lancia la crociata contro i Casamonica: “Ho chiaro il lavoro impiantato dal bravo assessore Danese, ma accanto a questo ora dobbiamo mettere nel centro del mirino il clan e lo faremo a partire da domani. L’esperienza di Ostia fatta con l’assessore Sabella, va replicata. Dobbiamo rispondere alle emergenze”.

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