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Roma, la psicosi dei tifosi contro che divide la città giallorossa

La Roma non vince più dall’8 febbraio (2-1 contro il Cagliari) e nelle ultime 5 partite hanno portato a casa solo 4 punti, abbandonando la corsa allo scudetto (la Juventus ora dista 14 punti), e facendosi avvicinare dalle concorrenti per i due posti in Champions League, tra cui i “cugini” della Lazio (-1), il Napoli (-4), la Fiorentina e la Sampdoria (-5). Non c’è da stupirsi quindi se i tifosi siano arrabbiati e oggi abbiano avuto una reazione un po’ inurbana alla promozione dei miniabbonamenti per cinque partite da parte della società.
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ROMA, LA PSICOSI DEI TIFOSI CONTRO CHE DIVIDE LA CITTÀ GIALLOROSSA
Quello che più interessa però è quello che stanno provocando gli scarsi risultati della squadra sul tifo giallorosso. Fin dall’arrivo degli americani la tifoseria CHhcgiallorossa si era divisa in tante fazioni, tra cui ne emergevano un paio. I sostenitori del nuovo corso di James Pallotta e quelli che rimpiangevano la vecchia società in mano prima a Franco e poi a Rosella Sensi. In estrema sintesi, si può dire che i primi avevano riacquistato grande vigore con l’ultima, ottima stagione che aveva visto la squadra arrivare seconda in classifica e poi essere protagonista del calciomercato successivo: questi tifosi avevano anche sposato in pieno il progetto del nuovo stadio di Pallotta ed erano i primi sostenitori degli accordi con il sindaco Ignazio Marino. Dall’altra parte, c’è chi ha sempre accusato più o meno velatamente la società di avere “strani” rapporti con le società finanziarie prima e con oscure entità massoniche poi, oltre che di essere “laziali”:

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Foto da Qui AS Roma libera

I secondi vantavano anche il merito di aver duramente contestato la società all’inizio della stagione dopo l’anno buio di Zeman, terminato con l’esonero del boemo e la sconfitta nella finale di Coppa Italia con la Lazio, e dicevano che fu grazie alla “sveglia” (simile a quella del 2000, nell’anno dell’ultimo scudetto) che la squadra tornò a fare risultati. All’inizio della stagione quelli della seconda fazione venivano spesso tacitati da quelli della prima, e accusati in molte occasioni di essere “venduti” o “pagati”, visto che, come da tradizione, la divisione tra le due fazioni si era replicata perfettamente nel sottobosco delle radio romane, dove la polemica si intrecciava a ragioni di concorrenza e di accuse di vicinanza alla società per questioni editoriali o economiche. Il tutto veniva rinfocolato dall’accusa di essere “tifoso occasionale” (e cioè non ardente sostenitore che frequenta lo stadio, ma semplice simpatizzante che però critica troppo) nei confronti degli uni e degli altri. Di certo gli entusiasti sembravano ormai in numero preponderante rispetto ai critici.
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Foto da Facebook (ma che cosa vuoi cesarone di m.)

CAMBIO DI VENTO
Poi però qualcosa è cambiato. Ovvero, la squadra ha cominciato a pareggiare e gli obiettivi stagionali sono via via sfumati: dall’eliminazione in Champions League alla fuga della Juventus in campionato fino al riavvicinamento delle concorrenti per la corsa europea, tutto ciò ha portato a un virale cambio di prospettiva dei tifosi. D’improvviso tutti quelli che criticavano hanno cominciato ad aver completamente ragione e quelli che osannavano avevano di colpo torto. E così, appena una pagina facebook pubblica la foto di uno striscione di sostegno a Daniele De Rossi, prima osannato come Capitan Futuro e di recente protagonista di prestazioni molto negative…
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Subito nei commenti si scatena il patatrac:
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Da altre parti nei confronti degli ex idoli e della società si leggono accuse pesanti: da quelle di esagerare con i piaceri della vita (diciamo così…) fino a quelle di essere dei venduti, pronti a scappare l’anno prossimo in altre società; dalle accuse di giocare contro l’allenatore o i compagni a quelle di aver addirittura venduto partite e altre amenità. A quel punto tutto cambia anche nell’atteggiamento nei confronti delle due fazioni. Chi prima era stato un entusiasta viene tacciato oggi di non averci capito nulla:
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Mentre i contestatori della prima ora si godono la loro rivincita.

Fino ad arrivare, come è normale che sia, a pronunciare il famoso “Io ve l’avevo detto”:

Ma quando vincete? E Pjanic gli gira le spalle…
Ps: questo soggetto noi lo avevamo tanato in tempi non sospetti. C’è un video su youtube, risalente al giorno del raduno dello scorso anno, nel quale lo invitiamo ad andarsene. Eravamo a Trigoria (gli unici) a contestare dopo la vergogna del 26 maggio.
Questo tanto per dirvi che anche in questo caso (come sempre) siamo arrivati prima di tutti e con larghissimo anticipo.
Tristi primati i nostri.


E così alla classifica non proprio felice adesso si aggiunge la divisione della città in due fazioni, tra le quali sta avendo la meglio quella che chiede l’azzeramento dei vertici societari e la vendita della società a un altro soggetto. Una guerra nella guerra fatta di sane perculate e colpi bassi, complottismo e altre amenità. In attesa del prossimo risultato. Chi vincerà la partita fuori dal campo, d’altro canto, dipende solo da quello.
 
Foto copertina da qui