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Roma: breve storia di una fontana per zanzare

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È quasi senza ombra di dubbio il monumento più odiato dai romani, di sicuro è uno dei più brutti tra quelli che abbelliscono le tante piazze della città. Stiamo parlando della fontana di Largo Ettore Rolli a Porta Portese. Un monumento contro il quale si è espresso di recente anche Vittorio Sgarbi che l’ha definita “una schifezza”. Nei giorni scorsi anche Sgarbi infatti è intervenuto nel dibattito che si trascina ormai da diversi anni parlando così della fontana: “inqualificabile, ridicola, velleitaria. Dio non li perdoni, perché non sanno quello che fanno”.

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La “Fontana delle Coppe” di Largo Ettore Rolli e le sue caratteristiche alghe (via Facebook.com)

Più di vent’anni di incuria e degrado, e ha funzionato solo per un mese

La storia della fontana di Largo Ettore Rolli inizia negli anni 2000 quando al Campidoglio c’era Francesco Rutelli. Il bizzarro monumento – quattro vasche di vetro comunicanti dalle quali l’acqua dovrebbe scendere in un catino sottostante – faceva parte di un’opera di riqualificazione dello spazio urbano all’imboccatura del mercato di Porta Portese iniziato addirittura negli Anni Novanta. A contorno dell’opera uno spiazzo di cemento circondato da auto parcheggiate e l’immancabile parco giochi per bambini (non alberato) meta del soggiorno di alcuni senza fissa dimora. Qualche anno fa il parco è stato recintato con una ringhiera di metallo, un’idea costata 40 mila euro che secondo i pediatri ha fatto diventare l’area giochi “una gabbia per bambini” rendendo lo spazio totalmente inadatto ai più piccoli. In tutto l’opera è costata all’incirca un milione e duecentomila euro (quasi due miliardi di lire all’epoca). L’opera è stata donata dal Comune da Massimo Fagioli che è anche l’autore del disegno del monumento, psichiatra romano (cacciato dalla Società Psicoanalitica Italiana negli Anni Settanta), teorico dell’Analisi Collettiva e guru di una certa sinistra (e noto per le sue posizioni fortemente critiche nei confronti di Freud e di Basaglia) ma da alcuni considerato a capo di una sorta di psicosetta che a Trastevere aveva il suo centro di ricerca. Fagioli ha lasciato il suo segno come artista e architetto anche in altri luoghi di Roma come il Palazzetto Bianco (realizzato con Paola Rossi) e Piazza Nicola Cavalieri. Un dono animato dalle migliori intenzioni ma stando a quanto riporta Roma Today la fontana non ha mai funzionato: prima si sono rotti i faretti dell’illuminazione, poi è stato chiuso il rubinetto dell’acqua che alimentava la fontana e le vasche si sono trasformate in piccoli stagni dove hanno proliferato alghe e zanzare. Almeno fino a che qualcuno non le ha bucate in modo da impedire il ristagno dell’acqua piovana.
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Insomma la fontana è brutta, non funziona ed è sporca. E negli anni sono state avanzate diverse proposte di riqualificazione dell’area, con tanto di abbattimento della fontana ormai diventata un vero e proprio simbolo del degrado. A farsi portavoce delle opinioni degli abitanti del quartiere è stato per primo Marco Giudici consigliere di FDI al XII Municipio (e animatore della pagina Facebook Buttiamo giù la fontana di Porta Portese) che nel 2014 propose l’abbattimento della cosiddetta “Fontana delle Coppe”.

La Presidente del Municipio Cristina Maltese dopo averne proposto la sistemazione (ripristinando il funzionamento dell’impianto idraulico) ha annunciato di voler eliminare le coppe lasciando intatto il grande arco del monumento. Una soluzione improvvisata che risolverà pure il problema delle vasche per le zanzare ma non i problemi della piazza.

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fonte: Il quotidiano italiano