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Il surreale mistero della Rom che “custodisce” la chiave della cabina elettrica ATAC

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Ieri sera alle 23:20 un blackout dovuto al maltempo che in questi giorni imperversa sulla Capitale ha causato un’interruzione della fornitura di energia elettrica del deposito ATAC della Magliana, situato in via Candoni. Dal momento che il personale ATAC che era di turno non riusciva a ripristinare la corrente è stato chiamato il Numero Unico per le Emergenze ed è stato “scoperto” che la centralina si trova all’interno del vicino campo Rom di via Candoni, uno dei sei insediamenti autorizzati sul territorio di Roma.

La strana storia della cabina ATAC nella “terra di nessuno”

Non si tratta propriamente di una novità, la cabina dovrebbe essere al di fuori del campo ma da tempo l’insediamento si è allargato fino ad “inglobare” anche la proprietà di ATAC che si trova sul piazzale. Difficile che qualcuno in questi ultimi tre anni non se ne fosse accorto. Le “sorprese” però non sono finite lì, perché una volta arrivati sul posto gli addetti hanno trovato la porta della centralina elettrica chiusa con un lucchetto di cui nessuno aveva la chiave. A quanto pare infatti la chiave non si trovava all’interno del deposito ma era “in custodia” di una residente del campo Rom.

A rivelarlo su Facebook è stata prima la sindacalista ATAC Micaela Quintavalle e successivamente durante una diretta il vice presidente del consiglio del Municipio XI Marco Palma (Fratelli d’Italia) che ha ricordato come già dal 2015 fosse noto che quella cabina elettrica fosse in una “terra di nessuno” (in realtà formalmente il terreno è di ATAC) e ha spiegato che la chiave del lucchetto l’aveva una signora residente in un camper bianco parcheggiato proprio nei pressi della cabina.

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«Non è possibile che accadano cose di questo tipo – ha detto Palma – che un deposito così importante come quello di Candoni che serve tre municipi di questa città resti in balia di un lucchetto e di una chiave che sarebbe nelle mani di una signora con un camper bianco». Palma ha promesso di convocare immediatamente la commissione controllo e garanzia del Municipio insieme a quella capitolina.

Perché la chiave è nel campo Rom?

Il vero mistero è come mai la chiave ce l’avesse una persona esterna ad ATAC. A questo punto ci sono due versioni dei fatti. La donna riferisce che a darle la chiave sono stati quelli di ATAC: «Io vivo qui di fianco, mi hanno chiesto il favore. Non ci trovo niente di male. Noi la corrente, quando non manca, la prendiamo già dal campo, non abbiamo bisogno di rubarla». Micaela Quintavalle – ma non solo lei – aveva infatti sollevato il dubbio che quella cabina venisse usata anche per rifornire il campo Rom. Stando a quanto riferisce il Messaggero per poter intervenire a ripristinare la corrente però è stato necessario rompere il lucchetto.

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Secondo i tecnici di ATAC invece il lucchetto sarebbe stato cambiato dai residenti del campo: «Avranno cambiato il lucchetto e fatto i loro comodi. Comunque adesso l’abbiamo cambiato a nostra volta». Insomma le chiavi c’erano ma non erano quelle giuste perché era il lucchetto ad essere “sbagliato” dal momento che era stato sostituito. Il Fatto Quotidiano riferisce che il deposito della Magliana non è l’unico ad avere questi problemi, un dipendente della municipalizzata ha infatti riferito che «anche la sottostazione di Arco di Travertino è così, dobbiamo chiedere il permesso al campo rom. La cosa assurda è che all’interno dell’area della sottostazione hanno i cani da guardia». Ad ogni buon conto nella bacheca avvisi del deposito è stato affisso un foglio che avverte di andare a chiedere la chiave alla signora del campo Rom se dovesse di nuovo saltare la corrente. Ma non avevano cambiato il lucchetto?

Foto copertina via Fatto Quotidiano