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Rodrigo Quintana: l'attivista ucciso dalla polizia in Paraguay

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Ieri ad Asuncion in Paraguay un gruppo di manifestanti ha invaso la sede del Parlamento  appiccando un incendio e Rodrigo Quintana, militante dell’opposizione, è morto durante un’incursione della polizia in una sede del suo partito. La protesta è scoppiata dopo che si è diffusa la notizia che 25 senatori pro governativi e dell’opposizione hanno tenuto una “sessione parallela” della Camera alta – fuori dall’emiciclo, e a porte chiuse – nella quale hanno approvato all’unanimità una riforma costituzionale che permette la rielezione del capo dello Stato, dopo aver modificato il regolamento, che prevedeva una maggioranza di almeno 30 voti per poterla portare a termine.

Rodrigo Quintana: il video dell’attivista ucciso dalla polizia in Paraguay

Questa riforma è nata a sua volta da un accordo politico, mai riconosciuto pubblicamente, fra l’attuale presidente Horacio Cartes (centrodestra) e il suo predecessore Fernando Lugo (centrosinistra), che grazie ad essa potrebbero presentarsi ambedue come candidati alle elezioni del 2018. Dopo la protesta innescata dalla forzatura del venerdì, però, la riforma – che si pensava doveva essere votata in via definitiva sabato nella Camera dei Deputati – sembra essere rimasta congelata, e tanto Cartes come Lugo si sono rifiutati di parlare della questione, limitandosi a condannare la violenza dei manifestanti e esprimere il loro cordoglio per la morte del militante morto durante la notte. È possibile vedere il video dell’attivista ucciso su Twitter.
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La morte di Quintana

A colpire di più però è stata la morte di Rodrigo Quintana, giovane leader della protesta ucciso dalla polizia. Nella notte gli agenti in tenuta antisommossa hanno fatto irruzione nella sede del Partito liberale dove alcuni esponenti politici si sono rifugiati. «Hanno usato metodi barbari», ha denunciato il presidente del Partito liberale Efraín Alegre. «Hanno sparato all’impazzata», racconteranno i testimoni ai media locali. Scrive il Corriere:

Venticinque anni, esponente della gioventù liberale di La Colmena nel centro del Paese, Quintana era arrivato ad Asunción insieme ad un collega per prendere parte alle manifestazioni. Una pallottola di gomma lo colpisce, forse alla testa, forse al collo come mostrano le immagini diffuse su Twitter. Rimane a terra mentre chi ha sparato impedisce ai suoi colleghi di chiamare i soccorsi. Poco dopo muore dissanguato.
Quintana faceva parte di quella classe politica giovane che spera in un nuovo futuro per il Paraguay. Se infatti il fronte politico è instabile, gli sgravi fiscali introdotti di recente sulle esportazioni di soia e carne bovina stavano facendo ben sperare e stavano attirando investimenti stranieri. Ma con il colpo di mano del presidente Cartes la situazione rischia di precipitare di nuovo.

Intanto il presidente Cartes ha silurato il ministro dell’Interno Tado Rojas e il capo della polizia Crispulo Sotelo. Nelle manifestazioni sono rimaste ferite 30 persone, tra le quali tre parlamentari. La polizia ha annunciato 211 arresti.
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L’altro ieri, una maggioranza di 25 senatori su 45 ha approvato l’emendamento alla Costituzione. A un anno dalle elezioni presidenziali del 2018, la riforma dovrebbe consentire al presidente conservatore Cartes, al potere dal 2013, e all’ex presidente Fernando Lugo, di candidarsi per un nuovo mandato. La Camera dei deputati, dove il governo gode di una larga maggioranza, dovrà approvare a sua volta la riforma della Costituzione. Questo voto era previsto per ieri ma è stato rinviato a seguito delle tensioni. “Non possiamo votare oggi. Quanto avvenuto è grave. Spero che si torni alla calma rapidamente”, ha dichiarato il presidente della Camera, Hugo Velazquez. In caso di approvazione da parte delle due Camere, il Tribunale elettorale dovrà convocare un referendum nell’arco di tre mesi.

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