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Rinviata, ancora una volta, la discussione in Aula sulla legge sull'eutanasia

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Eutanasia

Nonostante ci sia una sentenza scritta e firmata dalla Corte Costituzionale (che quindi ha tutti i crismi di una legge), la politica italiana continua a non trovare un accordo sull’eutanasia nel nostro Paese. Oggi poteva essere il giorno dell’inizio della discussione in Aula, ma i parlamentari di Montecitorio hanno deciso di rimandare il tutto di almeno una settimana, con lo spettro che questa attesa possa protrarsi almeno fino a marzo viste le imminenti scadenze parlamentari su altri argomenti. Sta di fatto che manca l’accordo nella maggioranza e votare quel testo senza una comunione d’intenti potrebbe affossare la legge.

Eutanasia, rinviato l’arrivo in Aula per la discussione sulla legge

Nel pomeriggio di oggi, infatti, l’aula della Camera ha detto sì alla proposta dei relatori della legge sul fine vita di rinvio dell’esame del provvedimento alla prima seduta utile della prossime settimana. Hanno votato a favore di questa procrastinazione tutti i partiti di maggioranza, mentre il voto contrario è arrivato da Fratelli d’Italia e dal gruppo Alternativa. Tutto è rimandato, dunque, alla prima data utile che, secondo quanto spiegato dal Presidente di turno a Montecitorio, il deputato di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli,  è il 15 febbraio.

Ma quella data potrebbe non essere vincolante. Proprio martedì prossimo, infatti, l’Aula di Montecitorio è chiamata a discutere il testo in cui si parla della proroga dello stato di emergenza legato alla pandemia. E quello, da calendario parlamentare, ha la precedenza su tutte le altre discussioni. E se il confronto alla Camera andrà per le lunghe – che probabile – il rischio è che della legge sull’eutanasia se ne riparlerà solamente nel mese di marzo. Anche se, di fatto, c’è già la sentenza della Corte Costituzionale che dal 2019 ha già fornito alla politica tutti i paletti necessari per redigere e approvare la normativa.

(Foto IPP/picture-alliance /epd-Bild Krueper)