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Riforma della scuola: i precari saranno «assunti senza cattedra fissa»

Le supplenze come una patologia da estirpare: questo il piano di riforma della scuola a cui sta lavorando il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Quello che vorrebbero provare a fare al Miur, racconta oggi il Corriere della Sera, è trasformare una parte di docenti in organico di funzione,cioè assunti ma senza cattedra a disposizione dei presidi magari di più scuole vicine sul territorio.

Finché la cattedra resta disponibile dunque non cambierà il supplente di anno in anno e gli studenti potranno avere lo stesso prof,poi si potrà accedere ad altri posti.In sintesi è questo quello che dovrebbe succedere con l’abolizione dei supplenti annunciata lunedì dal ministro Giannini e rilanciata ieri anche dal premier nell’incontro con i parlamentari Pd. Come però questo succederà ancora non è chiaro: quanti supplenti e in quanti anni questi precari verranno assunti, in che modo verranno assunti, se ci saranno graduatorie a parte che i presidi aggiornano ogni tre o quattro anni. Se ne dovrà discutere anche con i sindacati,in linea di principio nonostili, visto che il rinnovo del contratto è in vista per il 2015. E bisognerà dare una risposta veloce perché proprio sui precari (troppi e per troppo tempi) pende sul governo italiano il giudizio della Corte europea di Giustizia che nei prossimi mesi dovrà esprimersi sul ricorso del tribunale di Napoli. La condanna costerebbe molto cara alle casse dello Stato.

E mentre il retroscena firmato Maria Teresa Meli racconta che Renzi vorrebbe mettere il cappello sulla riforma  esautorando il ministro Giannini, ecco una spiegazione per punti della riforma della scuola:


RIFORMA SCUOLA: GLI STIPENDI DEGLI INSEGNANTI

Sulle retribuzioni degli insegnanti Repubblica invece sottolinea che «chi lavora di più prenderà più soldi»:

Le scuole nel 2014/2015 riceveranno 689 milioni di euro per le attività destinate al Miglioramento dell’offerta formativa (il Mof), stipendi degli insegnanti esclusi. Così, se una parte del miliardo di euro promesso da Renzi a sostegno del Piano-scuola confluirà nel Mof, un docente che si impegnasse per 100 ore complessive — 3 ore a settimana — tra corsi di recupero, ore di insegnamento aggiuntive e altre attività, dal 2015/2016, potrebbe portare a casa a fine anno un bel gruzzolo: oltre 3mila euro lordi che equivalgonoa circa 200 euro netti di stipendio in più al mese. E chi più farà più guadagnerà.

riforma scuola
 
La Stampa invece segnala le perplessità dei sindacati sui privati a scuola:

Nella riforma il governo ha intenzioneanche di affrontare il rapporto tra scuola pubblica e privata: «Il rapporto con le paritarie si risolve insieme senza pregiudizi ideologici, che pesano più dei soldi», sostiene il ministro Giannini.Dunque, non vi saranno tagliad altri comparti dell’istruzione per finanziare lespese. Piuttosto si apre all’ipotesi del finanziamento privato nella scuola pubblica, sul modello delle scuole americane, e a quella della detassazione delle iscrizioni. Questi aspetti,saranno curati nello specifico dal sottosegretario Gabriele Toccafondi. Sono previstemodifiche aiprogrammi, che verranno integrati con più ore distoria dell’arte emusica, nell’ottica di unaeffettiva libertà di scelta; concentrandosisoprattutto sulle scuolemedie inferiori «chehanno bisogno di cura».Un canale più efficienteper lo sbocco al lavoro degli istituti professionali.Gli studenti restano sul piede di guerra: «Nonvediamo alcuna apertura a un dialogo con leassociazioni per discutere del provvedimento» commenta laRete degli studentimedi.

MI VIENE DA PIANGERE

Il Fatto invece racconta un gustoso excursus storico su tutti i tentativi di riforma della scuola, annunciati ma mai portati a termine, da quello del governo Depetris fino a Renzi e alla Giannini. Poi lascia la parola a una precaria della scuola:

Come si fa a vivere con sei mila euro all’anno?
Ho sempre avuto un secondo lavoro, di scorta, ma neanche con questo riesco a campare. Facciola consulente per musei e scrivo cataloghi per le mostre. Circa tremila euro l’anno.
Qual è la sua formazione?
Ho due lauree, una in Lettere antiche, l’altra in Archeologia. Ho iniziatola carriera all’Università Roma Tre come professoressa a contratto per due anni. Allora mi pagavanoa ore. Poi ho lasciato,non è semplice farestrada lì dentro. A giugno finalmente ho preso l’abilitazione.
Cioè ha pagato di tasca sua 2.300 euro per i corsi Pas (percorso abilitante speciale) per diventare più precaria di prima?
Esatto. Mi viene da piangere, guardi.

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