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Il rider pestato da una gang a Roma che rischia di diventare cieco e perdere il lavoro

Un rider afghano pestato sabato scorso a Roma da una gang di 15 ragazzi rischia di perdere la vista dall’unico occhio funzionante per via di una frattura

Mohamed è stato picchiato in piena notte da una baby gang a pochi passi da Palazzo Madama, a Roma. Era appena uscito da un Mc Donald’s, erano circa le 4 di mattina dello scorso sabato 20 febbraio, vi si era recato per ritirare un ordine per Glovo, la compagnia di delivery per la quale, a 30 anni, si è ritrovato a lavorare come rider. In quindici lo hanno accerchiato, poi è partita l’aggressione: “una bottigliata in faccia”, poi calci e pugni da ogni parte, fino a farlo svenire. Si è risvegliato in ambulanza, il sangue che gli scorreva da un occhio, l’unico con il quale vede. “Ho paura di perdere la vista, sono affranto. Mi avessero colpito sull’occhio malandato avrei potuto accettarlo. Così no. Adesso mi hanno detto che mi dovranno operare se tutto va bene”, racconta al Messaggero.

Il rider pestato da una gang a Roma che rischia di diventare cieco e perdere il lavoro

La preoccupazione è di non poter tornare a lavorare come prima. “Mi hanno dato 30 giorni di prognosi, di riposo assoluto. Ho dolori da tutte le parti. Non riuscirei nemmeno a guidare la bici. Ho una fratturata attorno all’occhio sano, mi hanno già detto che non vedrò bene come prima. Come faccio in caso a guidare la bici e fare consegne. Chi sfamerà la mia famiglia, ho una moglie incinta, una figlia di un anno e mezzo”. Vede sfumare in un secondo i piani che con mille sacrifici stava provando a fare per sé e chi gli sta intorno: “Finalmente le cose stavano andando bene, stavo riuscendo a guadagnare abbastanza con enormi sacrifici. Per non perdere le varie ordinazioni spesso non pranzavo, però lo stipendio era buono”. Poi aggiunge: “La cosa che mi stupisce sono le consegne agli anziani. Porto le medicine, faccio la spesa. È lavoro, certo. Ma in qualche modo aiuti queste persone. Ecco è come se io avessi aiutato i nonni di quelli che mi hanno picchiato. Questo è quello che mi hanno restituito. Lo so forse sto esagerando, ma sono molto amareggiato e spaventato per il futuro della mia famiglia”.