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Riccardo Szumski, il sindaco e medico no vax che chiama “traditore” Mattarella

Riccardo Szumski, sindaco di Santa Lucia di Piave e medico no vax, si è scagliato contro il Presidente della Repubblica dopo il suo discorso all’assemblea annuale dell’Anci

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È un medico, è un convinto no vax, fa il sindaco di un piccolo paesino nel trevigiano di novemila persone chiamato Santa Lucia di Piave ed è anche un “hater” del Presidente della Repubblica. Riccardo Szumski, da tempo ai ferri corti con l’Usl di Treviso per aver guidato più volte manifestazioni contro la campagna vaccinale anti-Covid, a margine dell’incontro del Capo dello Stato con l’Anci ha scritto un duro post contro Sergio Mattarella sulla sua pagina Facebook, seguita da circa 40mila persone: “Quasi ogni anno questo personaggio va alla annuale assemblea dei comuni a demagogicamente ribadire l’insostituibile ruolo dei comuni e dei sindaci, salvo poi avallare regolarmente le prese per il culo che i vari governi negli ultimi decenni hanno realizzato contro i comuni ed i cittadini con tagli di risorse e burocrazia estesa nonostante l’informatizzazione…questa volta ci infila nel discorso pure regole e vaccini che serviranno per il futuro…un traditore, altro che un garante della Costituzione”.

Szumski ha poi attaccato l’azienda Ulss 2 della Marca Trevigiana, che secondo lui tratterebbe male negli ospedali i pazienti che si presentano a suo nome. “Il collega – gli ha risposto sui quotidiani locali il dg Francesco Benazzi – ha la sindrome da accerchiamento. Noi curiamo tutti con lo stesso impegno. Forse si tara su se stesso”. Scandagliando il profilo social del sindaco si notano inoltre diversi post in difesa delle terapie domiciliari Covid, una fake news diffusa sin dall’inizio della pandemia su presunte terapie capaci di guarire i pazienti a domicilio. Teorie pericolose perché mai confermate dalla comunità scientifica, che non dovrebbero essere diffuse ai cittadini per evitare che ricorrano a metodi inefficaci contro il virus. E il fatto che a rilanciarle sia un sindaco, rende il tutto ancora più grave. L’Usl trevigiana lo ha già segnalato all’Ordine dei medici, e la sua posizione di operatore sanitario che non si è vaccinato è al vaglio della commissione sull’obbligo vaccinale per il personale sanitario.