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Renzi-Letta, botta e risposta: la resa dei conti tra i due ex premier

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Quella tra Enrico Letta e Matteo Renzi è una rivalità che a confronto fa impallidire Lauda-Hunt, Federer-Nadal o Borg-McEnroe. Tre paragoni sportivi, non a caso. La differenza tra politica e sport, spesso, è la posta in palio. La resa dei conti andata in scena ieri è costata moltissimo a cittadini e ad un’intera fetta di società.

Oggi c’è stato un botta e risposta serrato, a distanza, tra i due ex premier. Prima Letta ha spiegato ai microfoni di Radio Immagina come “Nella giornata di ieri si è sancita una rottura di fiducia a tutto campo – e poi continua – Con Italia Viva il ragionamento è quello che sto facendo, ma riguarda anche la parte del centro destra che si era mostrata pronta al dialogo”. Poi in un video in diretta dal Senato, l’ex rottamatore ha risposto “In Senato non c’era la maggioranza e cosa fai quando non hai i numeri? Cerchi di fare un accordo. E’ da maggio che chiediamo un’intesa”

Renzi-Letta, botta e risposta: la resa dei conti tra i due ex premier

“Quanto accaduto sullo Zan non solo evidenzia le difficoltà nella costruzione di un fronte ampio del centrosinistra ma si intreccia anche il voto a breve sulla presidenza della Repubblica – ha rilanciato Letta – Ieri è stata una prova generale dei giochi politici per il Quirinale” ma “io ribadisco, di Quirinale si parla l’anno prossimo, quando saremo vicini alla scadenza. Adesso, con tutte le cose davanti che ci sono, ci si concentri sulle cose da fare per il Paese e si evitino questi giochi o giochini politici, messaggi incrociati e in codice”.

E ancora la risposta di Renzi, “Siccome i numeri non c’erano ho cercato disperatamente di trovare una soluzione. Finite le amministrative Letta è stato molto gentile, va da Fazio e mi manda un messaggino: ‘Apro’, lavoriamoci insieme’. Ho detto ci siamo. Questo accadeva domenica -ha raccontato Renzi-. Mi sono fatto carico di chiamare tutti per avvisare, o si fa l’accordo prima di mercoledì o al voto segreto può succedere di tutto. Niente. Martedì, alla riunione al Senato, Zan e gli esponenti Pd e 5 stelle hanno detto, questo è il testo prendere o lasciare. Hanno detto, muro contro muro. Bravi, con questa scelta suicida avete distrutto il Ddl Zan”.