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Renzi e l'Italia lasciata sola dall'Europa

«L’Italia chiede che si svolga il prima possibile un Consiglio Ue straordinario perché non è pensabile che di fronte a queste tragedie non si provi quel sentimento di vicinanza e di solidarietà che c’è stato in altre vicende»: in conferenza stampa Matteo Renzi chiama in causa direttamente l’Europa e torna a chiedere aiuto per fronteggiare gli sbarchi nel Mediterraneo. «Chiediamo di non essere lasciati soli non tanto nell’emergenza in mare, perché è naturale che il mare sia una brutta bestia in tragedie come queste. La nostra è una questione politica, con la ‘P’ maiuscola, ed è di bloccare il traffico di esseri umani. Di bloccare il nuovo schiavismo. L’Europa non può pensare di affrontare questo problema con una visione burocratizzante come un problema di serie B», spiega Renzi. Che aggiunge: «Questi fratelli e questi uomini non si salvano con le navi, si salvano non facendoli partire».
 
RENZI E L’ITALIA LASCIATA SOLA DALL’EUROPA
Il premier risponde anche sulle proposte come il blocco navale nel Mediterraneo: «Con il blocco navale si corre il rischio di fare un favore agli scafisti, mettendo a disposizione una sorta di ‘servizio taxi’ nel Mediterraneo. Si sarebbe costretti ad andare a prendere questi barconi. Siamo pronti a fare tutto ciò che è necessario perché non partano i barconi». Il blocco navale era stato invocato da Giovanni Toti di Forza Italia e Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia.  «Se invece ci si riferisce a un blocco delle partenze dalla terraferma», ha osservato Renzi, «stante alla situazione attuale sarebbe impossibile farlo in Libia» vista la situazione di guerra civile. E riguardo quanto accaduto oggi, il premier precisa che stavolta con Mare Nostrum non sarebbe cambiato nulla: «Non è che con l’operazione Mare nostrum nella vicenda di oggi sarebbe cambiato qualcosa. Deve essere chiaro. C’era una nave al fianco del peschereccio che si è inabissato. Chi dice che se ci fosse stato Mare nostrum sarebbe cambiato qualcosa, dice una cosa che non sta né in cielo né in terra». Poi il premier torna a chiedere un intervento in Libia: «Bisogna rimuovere il problema alla radice, in Libia». Infine prende un impegno per ricordare la tragedia di oggi: «L’Italia farà la sua parte e farà qualcosa in più. Quando la tragedia sarà terminata noi andremo a recuperare quel relitto. E daremo una degna sepoltura a chi ha perso la vita». Così il presidente del consiglio Matteo Renzi, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. «Dobbiamo smettere di pensare che siano morti solo dei numerini, sono morte delle persone», aggiunge Renzi.
 
LE ORECCHIE DELL’EUROPA
«Domani incontrerò il premier di Malta, Joseph Muscat, che con noi sta coordinando i soccorsi», chiude il premier chiedendo un consiglio d’urgenza per affrontare l’emergenza. «L’Italia chiede che si svolga il prima possibile un Consiglio Europeo straordinario, perché non può non esserci quella solidarietà e quella vicinanza che l’Europa ha mostrato in altre occasioni». Anche la Francia ha chiesto una riunione d’emergenza dei ministri degli esteri degli Interi e degli Esteri. “L’Unione europea deve rafforzare il numero di navi nell’operazione Triton, un nome forse che non è adatto”, ha detto in diretta alla tv Canal Plus il presidente francese Hollande. Le orecchie dell’Europa ascolteranno?