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Renato Mazzocchi: i 230mila euro sequestrati al funzionario di Palazzo Chigi

renato mazzocchi

In casa di Renato Mazzocchi, funzionario di Palazzo Chigi in forza alla Struttura di missione per la ricostruzione dell’Abruzzo, sono stati ritrovati 230mila euro in contanti. L’uomo è entrato nell’indagine Labirinto, quella che ha rivelato gli affari del faccendiere Raffaele Pizza il 4 luglio con l’arresto di 24 persone. E con il sequestro dei 230mila euro in casa di Mazzocchi, ritrovato insieme a un elenco di processi. Il sospetto è che i soldi servissero ad aggiustarli.

Renato Mazzocchi: i 230mila euro sequestrati al funzionario di Palazzo Chigi

La perquisizione nell’abitazione di Mazzocchi sarebbe stata compiuta una decina di giorni fa. La figura intorno a cui gira l’intera inchiesta è quella del faccendiere Raffaele Pizza, arrestato due settimane fa. Ricostruendo la rete di conoscenze e contatti di Pizza, gli inquirenti sono risaliti a Mazzocchi, che in passato è stato a capo della segreteria dell’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. Il funzionario a Palazzo Chigi si occupa della Struttura di missione per la ricostruzione post terremoto dell’Abruzzo. Nel corso della perquisizione gli uomini del Nucleo di polizia valutaria della Gdf hanno trovato il denaro e un appunto con alcune indagini in corso. Obiettivo degli inquirenti è scoprire ora questo denaro a chi fosse destinato e quale ruolo abbia svolto Mazzocchi. Racconta oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere:

L’appartamento di Mazzocchi viene ispezionato e all’improvviso in alcune scatole spuntano i contanti, le bustarelle, l’appunto sui fascicoli giudiziari. Le spiegazioni del funzionario sulla provenienza dei soldi non appaiono convincenti, si decide così di chiedere al gip che li ritenga «provento di reato». La tesi viene accolta e ieri il provvedimento di convalida è stato notificato anche a palazzo Chigi. Adesso bisognerà capire chi fossero i destinatari dei soldi e soprattutto quale sia esattamente il ruolo di Mazzocchi. Nel provvedimento gli viene contestato il riciclaggio, ma le nuove verifiche delegate ai finanzieri dovranno stabilire se in realtà sia proprio lui il «tramite» della corruzione. Se cioè abbia avuto il compito di smistare una parte delle tangenti.

A Mazzocchi, che non figurava ancora tra gli indagati, adesso si contesta il riciclaggio, ma le verifiche riguardano la corruzione.