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La Presidenza del Consiglio si costituisce parte civile nel procedimento per Giulio Regeni

Al via, oggi, il processo che vedi coinvolti quatto 007 egiziani

giulio regeni

Il 14 ottobre è arrivato. Dopo il rinvio a giudizio, arrivato lo scorso 25 maggio, oggi nell’aula bunker del carcere di Rebibbia (a Roma) ci sarà la prima udienza del procedimento che vede imputati quattro 007 egiziani per il rapimento, le torture e la morte di Giulio Regeni. Saranno chiamati a testimoniare gli ultimi quattro capi del governo e i rispettivi Ministri degli Esteri che si sono alternati nel corso delle ultime legislature, da quell’inizio del 2016 quando il corpo del giovane studente friulano venne ritrovato privo di vita e con segni evidenti di torture. E la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha deciso di costituirsi parte civile.

Regeni, la Presidenza del Consiglio si costituisce “parte civile” nel processo

“La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha deciso di costituirsi parte civile nel processo sull’omicidio di Giulio Regeni”, si legge in un breve messaggio pubblicato sui social dal profilo ufficiale di Palazzo Chigi. Il procedimento prende il via oggi a Roma, dove sono imputati quattro 007 del Cairo: si tratta del generale Tariq Sabir, il colonnello Athar Kamel, il suo pari-grado Usham Helmi e il maggiore Magdi Ibrahim Sharif. Nessuno di loro, però, sarà presente nell’aula bunker del carcere di Rebibbia. Tutti loro sono accusati del rapimento, delle torture e dell’uccisione di Giulio Regeni.

L’udienza stabilirà se si potrà dare il via al processo contro i quattro militari egiziani. I familiari dello studente ucciso a Il Cairo nel 2016, hanno annunciato l’intenzione di chiamare a testimoniare gli ultimi quattro Presidenti del Consiglio dei Ministri: Matteo Renzi, Paolo Gentiloni, Giuseppe Conte e Mario Draghi. Oltre a loro, sono stati convocati anche i ministri degli Esteri dei quattro governi e i relativi sottosegretari che avevano (e hanno) la delega ai servizi segreti.

“Domani (oggi, ndr) si svolgerà la prima udienza in Corte di Assise sul sequestro, la tortura e l’omicidio di Giulio Regeni – ha scritto su Facebook il presidente della Camera Roberto Fico – .Se ci voltiamo indietro negli anni, e pensiamo alla fatica enorme che ci è voluta per arrivare fin qui, per ricostruire una trama nonostante depistaggi e resistenze di ogni tipo da parte dell’Egitto, comprendiamo quanto importante e carica di significato sia la giornata di domani. Voglio inviare un abbraccio a Paola Deffendi e Claudio Regeni, per la loro tenacia e la loro umanità. Restiamo tutti uniti, istituzioni e comunità, per la ricerca di questa verità”.