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Il referendum del 17 aprile è senza quorum

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Senza quorum. Il referendum del 17 aprile fallisce perché non si raggiunge il 51% dei votanti e in attesa dello spoglio il dato politico è chiaro e definitivo. Con il 15% dei seggi scrutinati (1510 comuni su 8000) il numero dei votanti è il 29,35%. Quando sono pervenuti i dati da 1.699 sugli 8.000 comuni italiani dove si è votato per il referendum sulle trivellazioni, secondo il sito del Viminale, a livello nazionale l’affluenza è del 29,76%. Con 2078 comuni su 8000, l’affluenza è del 30.08 per cento. Con 2700 comuni e oltre il 30% dello scrutinio l’affluenza arriva al 30,22%. È di circa 30,8% l’affluenza alla chiusura dei seggi in Italia per il quesito referendario sulla durata delle trivellazioni in mare mentre sono stati già resi noti i votanti in 4.127 comuni su 8.000.  Matteo Renzi esulta da Palazzo Chigi: “In questo referendum ci sono vincitori e sconfitti. I vincitori sono operai e ingegneri, lavoratori che torneranno nelle loro piattaforme e aziende consapevoli di avere un futuro e non un passato. Brindo e levo i calici con loro, per loro abbiamo proposto l’astensione ai cittadini. Gli sconfitti non sono quelli che sono andati a votare. Sono invece quei pochi consiglieri regionali e qualche presidente di Regione che ha voluto promuovere un referendum per ragioni personali, politiche. Un referendum voluto per esigenze di conta interna da parte di qualcuno”. A replicargli è Michele Emiliano su La7: “Matteo Renzi deve accettare l’idea che non basta che lui prenda una decisione per trovarsi tutti a battere le mani. Io non ho ambizioni diverse da quella di fare il governatore della Puglia. Non essere ricevuto nelle sedi competenti mi ha innervosito. Noi dobbiamo riportare questo paese dentro la Costituzione e dentro le sue regole, e questa cosa le Regioni sono in grado di imporla al presidente del Consiglio”.

Il referendum 17 aprile è senza quorum

Quando sono pervenuti i dati da 2.350 sezioni delle 2.600 di Roma, secondo quanto riporta il sito elettorale del Campidoglio, l’affluenza nella Capitale al referendum sulle trivellazioni è del 34,71%.  Su La7 Masia anticipa il Viminale parlando di un’affluenza tra il 35 e il 40%. Alle 19, secondo i dati diffusi dal Viminale, aveva votato il 23,48% degli aventi diritto.  Il primo dato sull’affluenza delle ore 23, con 535 comuni su 8.000, è di 27,67%. Secondo i dati del Ministero dell’Interno sono complessivamente 50.361.638 – tra italiani e italiani residenti all’estero – gli elettori al voto. Il corpo elettorale, ripartito negli 8.000 Comuni e nelle 61.562 sezioni elettorali del territorio nazionale, è pari a 46.732.590 elettori, di cui 22.465.001 maschi e 24.267.589 femmine. A questi elettori vanno aggiunti i 3.898.778 elettori residenti all’estero, di cui 2.029.303 maschi e 1.869.475 femmine, per i quali la modalità ordinaria di espressione del voto è quella per corrispondenza”.
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Una delle prime ad arrischiarsi al commento è Debora Serracchiani, vicesegretaria dem:  “L’esito della consultazione conferma che la maggioranza assoluta degli italiani non ha ‘sentito’ il quesito proposto, o perchè troppo specialistico o perché troppo poco influente. È una situazione di cui il Pd aveva consapevolezza e su cui ha preso posizione. Quando i cittadini sono stati chiamati a decidere su temi chiari e direttamente efficaci – ha continuato – la risposta è stata diversa, come abbiamo visto anche nel recente passato. Oggi, evidentemente, non si è verificato l’incontro tra lo strumento del referendum popolare e il corpo elettorale”. Comunque, per Serracchiani “l’esito del voto non avrà conseguenze su alcun piano, anche se le opposizioni se lo auguravano”, ha concluso.